mercoledì 10 ottobre 2012

P.A.T.: UN'ALTRO NOSTRO CONTIBUTO

Qui sotto un ulteriore contibuto del Comitato allo sviluppo del documento preliminare del P.A.T., Piano di Assetto del Territorio. Questo documento è stato inoltrato alle autorità che dovranno eseguire il documento finale


Aeroporto Canova

Nel Documento Preliminare al Piano di Assetto del Territorio a pag. 39 è scritto: “Il PAT dovrà tenere in debita considerazione il Piano di sviluppo dell’area Aeroporto e la domanda di adeguati e conseguenti servizi che detto sviluppo comporterà”.
Affermazione la cui perentorietà è del tutto in contrasto con l'attuale situazione di fatto.
Come è possibile dare per scontato il realizzarsi del Piano di Sviluppo Aeroportuale (d'ora in poi PSA) quando è ancora nelle more del procedimento di Valutazione d'Impatto Ambientale? Quando ancora la Commissione regionale VIA non è giunta all'espressione di un parere endoprocedimentale?


Si riporta quanto espresso dall'Ufficio per i procedimenti VIA Settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Treviso (protocollo 51178/2012 del 09.05.2012):
Con nota n. 30358 del 08.03.2012 (prot. Prov. n. 28545 del 09.03.2012) l'ENAC ha depositato l'istanza per l'acquisizione del giudizio di compatibilità ambientale del Piano di Sviluppo Aeroportuale (2011-2030) relativo all'Aeroporto di Treviso “Antonio Canova”.
Con successiva nota n. 41426 del 30.03.2012 la stessa Enac ha individuato, ai sensi del comma 2 dell'art. 23 del D.Lgs. 152/06, gli enti interessati al rilascio di autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi, pur senza specificare quali, tra i quali compare la Provincia di Treviso.

Da una prima valutazione degli elaborati trasmessi e tenuto conto delle competenze del Settore Ecologia e Ambiente in forza della specifica normativa statale e regionale a riguardo, si rileva che il progetto in esame non ha i contenuti tecnici necessari al rilascio di alcuna autorizzazione da parte degli scriventi uffici, che non vada oltre a un generale parere di massima sull'ampliamento dell'aeroporto, per il quale questa Amministrazione si riserva di esprimersi in seno alla Commissione regionale VIA che formerà, in accordo con l'art.22 della L.R. n. 10/99, il parere della Regione stessa da rendere in ossequio al comma 2 dell'art. 25 del D.Lgs. n. 152/06.
Tanto si comunica ai sensi dell'art. 25, comma 3, del D.Lgs. n. 152/06”.
Si pone all'attenta considerazione anche quanto recentemente disposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: con nota del 24/09/2012 prot. DVA-2012_0022818 è stata accolta la proroga di 60 giorni per la consegna delle integrazioni.
Integrazioni che, oltre a testimoniare come la documentazione presentata in prima istanza fosse carente, si presume siano corpose e/o non facili da produrre in considerazione della proroga concessa al proponente.
Si evidenzia come l'approccio del PAT nei confronti del tema aeroporto, oltre quindi a dare per certo un fatto non certo, presenta un orientamento totalmente rivolto a considerare solo gli aspetti infrastrutturali e viabilistici non ponderando, gravemente, gli aspetti di valenza superiore quali l'ambientale e paesaggistico collegati al PSA.
Aspetti che devono essere inclusi ed esaminati nella Valutazione Ambientale Strategica al PAT al fine di stabilire la sostenibilità o meno del PSA.
In tal senso si riportano gli ultimi dati forniti da Arpav in merito alla qualità dell'aria nell'intorno aeroportuale.
Dal 24/02/2012 al 09/04/2012 il PM10 (media di periodo) rilevato in Via Nogarè a Quinto di Treviso (background urbano) è risultato essere pari a 58 μg/m³ (il limite medio annuale è fissato a 40 μg/m³) mentre i giorni di sforamento del valore limite giornaliero di 50 μg/m³ previsto dal D.Lgs. 155/2010 sono stati 26 su 46 (si ricorda che il numero di giorni massimo di sforamento consentiti in un anno è pari a 35); nello stesso periodo la centralina fissa posta in Via Lancieri di Novara a Treviso (background urbano) ha registrato rispettivamente una media pari a 50 μg/m³ e 18 giorni di superamento.
Le concentrazioni degli IPA determinati su alcuni campioni di PM10 prelevati nei due siti di monitoraggio (Quinto di Treviso, Via Nogarè e Treviso, Via Lancieri di Novara) all'interno del periodo temporale sopra indicato risultano essere superiori presso il sito di Quinto di Treviso. In particolare per quanto riguarda il benzo(a)pirene la media è risultata essere pari a 2.6 ng/m³ contro 1.5 ng/m³ registrata a Treviso.
Sono dati che devono essere valutati come dei seri campanelli d'allarme. Infatti è altamente preoccupante constatare come nel periodo d'indagine il sito di Via Nogarè registra valori, di due tra i più importanti inquinanti, superiori al sito di Via Lancieri di Novara, quest'ultimo si precisa posizionato a 3 km di distanza e sopravvento rispetto all'aeroporto, quindi non interessato alle emissioni aeroportuali ma già a sua volta caratterizzato da una pessima qualità dell'aria.
Si ricorda infatti che presso la stazione di Treviso nell’anno 2011 (dati Arpav) per il PM10 è stato superato il valore limite della media annuale di 40 μg/m³ raggiungendo il valore pari a 43 μg/m³ ed è stato superato per 102 volte il valore limite giornaliero che secondo il D.Lgs. 155/2010 non deve essere superato per più di 35 volte l'anno; nell’anno 2011 il valore obiettivo (media annuale) di 1.0 ng/m³ per il benzo(a)pirene fissato dal D.Lgs. 155/2010 è stato superato presso la stazione fissa di Treviso con un dato pari a 1.9 ng/m³.
Si chiede agli Enti competenti, tra i quali rientra anche il Comune di Treviso, di attivarsi perché Arpav attui un monitoraggio degli inquinanti atmosferici nell'intorno aeroportuale in modo da rispettare quanto previsto dal D.Lgs. 155/2010 e superare quanto dichiarato nello stesso rapporto Arpav: “Si premette che i limiti di concentrazione in aria per gli inquinanti previsti dalla normativa si riferiscono principalmente allo stato di qualità dell’aria monitorato con stazioni fisse rispondenti a precisi criteri di posizionamento e numero minimo di dati raccolti. Nel presente caso la valutazione è riferita a un monitoraggio di breve periodo effettuato con campionatori rilocabili e campionatori passivi che non garantisce le stesse condizioni di rappresentatività temporale (numero di campioni raccolti) previste dalla normativa vigente.
Per quanto detto, la valutazione del rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa per i dati ambientali rilevati nei siti monitorati in prossimità dell’Aeroporto Canova deve essere considerata, in particolare per i limiti a lungo termine, con valore indicativo”.
Nell'analisi dell'atmosfera dell'intorno aeroportuale altra consistente lacuna sono i mancati rilevamenti del PM2.5 ed ozono, altri inquinanti presenti nell'area oltre i limiti consentiti.
Detto questo appare evidente come la pessima qualità dell'aria che caratterizza l'area imponga il massimo impegno delle istituzioni per evitare qualsiasi ulteriore aggiunta di inquinanti e anzi una loro riduzione. Un aumento dei voli sullo scalo “Canova” oltre il limite annuo imposto di 16.300 movimenti, limite sistematicamente violato, costituisce una seria minaccia alla salute pubblica.
Da ultimo ma non di minore importanza si vuole porre l'attenzione su un fatto che nel caso fosse autorizzato è in contrasto con tutti i principi di tutela ambientale e paesaggistica inseriti anche nel PAT preliminare; ci si riferisce al pesante intervento di tagli e capitozzature della vegetazione nell'intorno aeroportuale recentemente richiesto dal gestore aeroportuale.


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