lunedì 19 ottobre 2020

IL CAMBIO DI ROTTA- RISPOSTA AL SINDACO DI QUINTO

 



ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE - CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198 “COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI TREVISO” Codice Fiscale: 94134970261

                               C O M U N I C A T O


Leggiamo dai giornali, oramai senza neanche più stupirci, una dichiarazione di un cambio di rotta in merito all’opinione del Sindaco di Quinto sulla questione aeroporto Canova: si esprime infatti in senso favorevole ad una sua riapertura considerando che"l'unica promessa che l'aeroporto non aveva mantenuto era il numero dei voli" ...cosa da poco Signor Sindaco il fatto che, come Lei stessa dice: “avevano sforato il numero, erano già sopra i 22.000”!! Movimentazioni, ricordiamo, subite dai Suoi Cittadini!

Il gestore ha sempre operato in piena autonomia, non rispettando alcun vincolo limitativo nel totale silenzio istituzionale.

 

Quali interessi ha il Comune di Quinto nella riapertura del Canova? Chi ne subirà gli effetti negativi delle movimentazioni ?

 

Vale la pena continuare con un progetto così mastodontico,facendolo ostinatamente sviluppare in un territorio che riteniamo assolutamente NON compatibilecon effetti negativi che si abbattono direttamente sulla pelle dei Cittadini che Lei rappresenta? Le modalità operative dell’aeroporto trevigiano contrastano pesantemente i Diritti fondamentali e inviolabili dei Residenti:

SALUTE – SICUREZZA - QUALITA’ di VITA.

 

Come reagirà il mercato immobiliare delle zone coinvolte se verranno autorizzate le quasi 22.500 movimentazioni annue, di fatto già ampiamente superate? Anche in questo settore come tanti altri coinvolti vi sono delle realtà e dei posti di lavoro da garantire:valgono forse meno?

 

Negli anni trascorsi la qualità di vita dei Suoi Cittadini è stata pesantemente stravolta con il progredire del numero di voli; come cambierà l’assetto del territorio per favorire le operazioni aeroportuali e come vivranno gli abitanti di Quinto in futuro?

 

Nel frattempo come si sono espresse le misurazioni del rumore provocate dalle movimentazionisinora effettuate da parte di ARPAV? Ripetutamente hanno rilevato il superamento dei limiti consentiti dalle Normative; è il caso di esprimersi in maniera favorevole alla riapertura di una struttura le cui attività superano i limiti del rumore imposti dalla zonizzazione acustica del Suo Comune? E l’inquinamento atmosferico ed elettromagnetico, mai debitamente ricercati?

 

Proclama:

...."Tutto quello che ci sembrava sbagliato adesso forse è anche un pò giusto"

 

sembra la strofa di una canzone, ma per i Cittadini di Quinto c'è poco da cantare ed essere allegrise i propri Amministratori cambiano idea ed ora ritengono che la riapertura dell'aeroporto a qualsiasi condizione sia indispensabile per un territorio che nelle attuali condizioni finalmente RESPIRA e VIVE.

 

Abbiamo veramente bisogno di un aeroporto stretto tra la città di Treviso e un paese come Quinto, ricco di risorse naturali da valorizzare; non è preferibile potenziare le strutture ricettive del territorio per un turismo sano e rispettoso?

 

Il Comitato crede che sia l'occasione giusta per un vero cambio di rotta che sia indirizzato verso il bene dei Cittadini, che faccia ripensare ad un modello di sviluppo di una zona della città già enormemente congestionata e che, come sta succedendo in numerose altre realtà, sia pensata a misura d’uomo, nel rispetto del territorio e dei suoi Cittadini già enormemente sacrificati da una gestione aeroportuale di cui da anni ne vengono segnalate le numerose criticità.

 

Siamo certi che questo avvenimento negativo che stiamo purtroppo attraversando, possa dare finalmente l'opportunità di rendere la nostra città usufruibile, vivibile e che metta al centro i propri Cittadini, non un turismo mordi e fuggi che "ha sempre lasciato solo le briciole nella marca".

 

Amministratori coraggiosi, che PRETENDANO il benessere dei propri Cittadini, possono fare la differenza!


Quinto di Treviso 19 ottobre 2020 

                                                                         Il COMITATO


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domenica 11 ottobre 2020

LA FIERA DELLE MENZOGNE




ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE - CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198 “COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI TREVISO” Codice Fiscale: 94134970261

                               C O M U N I C A T O

In questi giorni leggiamo articoli che riprendono le comprensibili proteste di quei Lavoratori che, a causa della chiusura dell’aeroporto, rischiano il posto di lavoro. 

I giornali locali, come un unico grande megafono ben oliato, amplificano l’effetto dei sit-in e delle roboanti affermazioni di Politici e Amministratori locali. NESSUNO si ricorda di sottolineare che il Canova e’ una attività che opera senza il rispetto delle norme di Legge, anzi in palese violazione delle più elementari norme di tutela della Salute e del Territorio!! 

NESSUNO si pone mai il problema delle pesanti conseguenze che gravano inevitabilmente sulle migliaia di Residenti in prossimità del sedime aeroportuale, sfiorati continuamente nelle proprie abitazioni dai decolli e dagli atterraggi, costretti a subire nelle proprie case un rumore assordante fuori limiti di Legge, a tenere le finestre chiuse per non sentire il boato dell’aereo e la puzza, non potendo più riposare né godere della propria quiete domestica con i propri Familiari. 

Sin dai suoi albori il Comitato ha ripetutamente segnalato le problematiche, denunciato le criticità e le illegalità, evidenziando con chiarezza l’incompatibilità dell’aeroporto Canova con il territorio anche a livello europeo. 

Sono più di 20 anni che l’aeroporto Canova elude le tematiche reali dell’area considerata e con grave superficialità e colpevole presunzione minimizza fino ad escludere l’impatto dell’aeroporto sulla salute dei Cittadini. 

Sono più di 20 anni che il Canova viene gestito in autonomia, senza rispetto delle Leggi nazionali ed europee, in mancanza di una valutazione di compatibilità ambientale e di un validato studio sul Rischio Salute della popolazione esposta. Più volte la Commissione VIA nazionale, esprimendo un parere negativo circa la Compatibilità Ambientale, indicava nella relazione tecnica anche numerose Prescrizioni da mettere in atto per il rispetto delle Leggi. 

Nessuna Amministrazione ha mai controllato né richiesto che venissero applicate le Leggi e che venissero messe in atto le Prescrizioni del Ministero e il gestore aeroportuale ha continuato ad operare anzi ha aumentato la sua attività.

La ULSS2 e il Dipartimento di Prevenzione si sono mai chiesti quale impatto può avere un’opera come un aeroporto sulla salute dei Residenti? 

E’ mai stato fatto un “ealth risk assesment” (previsto dai protocolli istituzionali) cioè una seria valutazione del Rischio Salute sulla Popolazione esposta? 

Sempre in considerazione degli elementi di Rischio evidenti e da noi più volte rilevati e denunciati, le Autorità locali competenti e i Sindacati dei Lavoratori si sono preoccupati delle condizioni di pericolo oggettivo a cui Residenti e Lavoratori dello scalo sono esposti in caso di incidente aereo? Anche su questo fronte le inadempienze e le violazioni alle disposizioni di Legge sono numerose e palesi! 

Se un cantiere non applica le norme sulla Sicurezza non è forse giusto che venga chiuso e che vengano sanzionati i Responsabili? Quale attività commerciale o industriale può ignorare l’applicazione delle norme di Legge previste? Quale Pubblico Esercizio si può permettere di violare norme igieniche o di Sicurezza senza incorrere in chiusure o sanzioni? 

Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sul Canova è una vergognosa campagna di cattiva informazione e di mistificazione della realtà! 

Una campagna demagogica per nascondere le responsabilità della politica! Ai giornali che informano e che riportano in cronaca quanto avviene, diamo la nostra disponibilità per organizzare un confronto pubblico su questi temi. 

I Cittadini hanno il diritto di sapere e i giornali hanno il dovere deontologico di assolvere tale compito

Noi siamo da sempre a disposizione della Verità e lavoriamo come Volontari per il bene di Tutti. 

Quinto di Treviso 7 ottobre 2020 

                                                                         Il COMITATO


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martedì 8 settembre 2020

La forza della ragione contro la ragione della forza


CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198 - CODICE FISCALE 94134970261


 

                                                                                        



                                                                                              Quinto di Treviso, 08 settembre 2020


Il sindaco Mario Conte e il suo Partito sono fuori dalla realtà?

Più di dieci anni fa si pubblicavano i primi volantini del Comitato di Cittadini riuniti in Associazione per partecipare attivamente al progetto dell’aeroporto affinchè la legge e i diritti degli abitanti e del territorio venissero rispettati, titolavano proprio come ora quest’articolo:

 la forza della ragione contro la ragione della forza! 

Da quando è nato l’ampliamento dell’aeroporto gli interessi di pochi hanno prevalso sulla logica e sul reale interesse di molti. Oggi, grazie alla lunga battaglia del Comitato ed alle Istituzioni non compromesse con interessi di parte, si torna al tavolo a discutere. 

Discutere per il bene di tutti non è impedire lo sviluppo, signor sindaco Conte!!!!!! E’ esattamente il contrario !!!!!! 

Rispettare le leggi di tutela della salute non vuol dire essere contro il lavoro ed i lavoratori!!!! E’ esattamente il contrario!!!!! 

Studiare ,approfondire, partecipare, proporre e discutere è esattamente lo spirito che dovrebbe animare una democrazia compiuta, Signor sindaco Conte!!!!! 

Le istituzioni locali dovrebbero essere orgogliose e fiere di cittadini che si impegnano a tutela della collettività senza essere retribuiti, pagando di persona in tempo e energie e finanziando di propria tasca ogni attività ed iniziativa!!!!! 

Noi, signor sindaco Conte, abbiamo studiato le carte e approfondito con serietà gli argomenti e siamo certi di saperne molto più di lei sul tema !!!!!! 

Si è mai preoccupato di verificare la fondatezza e la veridicità delle nostre osservazioni al progetto di AERTRE? ? ! 

Abbiamo prodotto centinaia di pagine documentatissime, frutto di anni di applicazione paziente e tenace! Anni fa , non molti, tre Primi Cittadini di parti politiche tra loro diverse, tutti del territorio ( Treviso, Quinto, Zero Branco) in pubblica assemblea dovettero ammettere che le nostre posizioni erano civili e fondate!!!!!! 

Il dubbio che, dopo anni di valutazioni contrarie alla VIA e di pareri negativi da parte della Commissione Ministeriale, qualcosa non andasse nel progetto di ampliamento del Canova ha mai turbato i suoi sonni? 

Si è mai preoccupato che qualche Cittadino, lavoratori dell’aeroporto inclusi, potesse rischiare la salute e anche la vita a causa dell’attività dell’aeroporto? 

A lei ed agli amministratori locali è mai venuto il dubbio che il Canova avesse una funzione davvero centrale nello sviluppo della città? 

Tipicamente non realmente informato è chi schierato senza ragionare, per gli interessi di pochi, ulula al mondo che chi ragiona e rispetta le leggi e la salute dei cittadini è contro il territorio!!!!!! 

Signor Sindaco lei dovrebbe rispettare il governo e ringraziarlo ed essere ligio al dovere dei suoi uffici!!!! 

Si ricorda il famoso motto rivolto al capitano che anni fa abbandonò la nave? Ecco signor sindaco Conte, torni a bordo della nave che purtroppo le hanno affidato e si documenti e discuta! 

Si informi e magari cerchi di immaginare delle soluzioni più intelligenti per il futuro di questa città che non prevedano orde di turisti  che arrivano e che vanno direttamente a Venezia lasciando a Treviso rischi, inquinamento, rumore e ogni tanto qualche palanca! 

Lei ha il dovere di innescare dei processi di sostenibilità territoriale, ma molto probabilmente non è a conoscenza di questo concetto che sta cambiando l'Europa e l'Italia che conta. 

Lei vorrebbe una Treviso senza futuro legata a vecchi schemi e a vecchi giochi di potere? qualcuno fa gli affari, la maggior parte della popolazione si avvelena ed il territorio si inquina. 

Per ora lei e chi la sostiene dovete apprezzare che un Ministro serio ed integerrimo abbia voluto approfondire gli elementi critici che sono di chiara evidenza a chiunque si occupi davvero di questioni così complesse. 

Evidentemente Il Ministro Costa si preoccupa più di quanto faccia Lei per i suoi Cittadini . Prenda esempio da lui e usi la ragione degli argomenti invece di sbandierare la sua inclinazione a sostenere gli interessi di pochi!


                                                                                                                                 IL COMITATO

mercoledì 22 luglio 2020

I PRIMI A SAPERLO





        CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198 - CODICE FISCALE 94134970261





Cari Soci e Cittadini,
leggiamo perplessi questo articolo in cui notiamo delle dichiarazioni che ci stupiscono non poco, da un lato si dice infatti che:

 “il Comune di Quinto si è sempre battuto contro il traffico aereo considerato “ECCESSIVO”;

dall'altro che:

è sempre stato fondamentale raggiungere un buon equilibrio tra l’attività del Canova e le necessità del territorio;

Peccato che nello stesso articolo, in cui il Sindaco Sartori rilascia l’intervista, viene anche riportato che è stato appena approvato il MASTER PLAN il cui progetto prevede di far crescere lo scalo trevigiano in termini di movimentazioni fino a quota 22.500 voli/annui!

Desideriamo intanto specificare che l’informazione corretta è che si tratta di 22.500 movimentazioni /annue, non voli!


Ci scusi Sig.ra Sindaco, ma temiamo che tutto questo generi un po' di confusione tra i Suoi Cittadini e ci chiediamo:

Come pensa di far raggiungere un giusto equilibrio tra attività aeroportuale e necessità del territorio dopo l’approvazione di 22.500 movimenti aeronautici annui, quando già in precedenza il traffico aereo veniva considerato eccessivo??

Come giudica i casi di "vortex strike" avvenuti sulle abitazioni dei Suoi Cittadini? E’ stato considerato come gestire l’equilibrio tra questo possibile “inconveniente”e le “necessità del territorio”?

Considerando una scelta “responsabile” non chiedere la chiusura dell’aeroporto ritiene quindi compatibile questa struttura così inserita in un contesto tanto densamente abitato e con un territorio che ospita un sito di RETE NATURA 2000 (scarsamente identificato e valorizzato come tale, anche sulla cartellonista stradale), che necessita di particolare protezione e tutela?

Vale la pena secondo Lei far subire ad una parte consistente dei Suoi Cittadini gli effetti delle movimentazioni aeronautiche del Canova che, come viene riportato nell'articolo, lascia solo le briciole alla Marca mentre “buona fetta dei passeggeri che vi transitano punta direttamente sulla città di Venezia”?

E' mai stata fatta una valutazione dei costi/benefici che il Canova comporta sul territorio?

E' mai stato fatto uno studio sullo stato di Salute dei Suoi Cittadini che rimangono più esposti a tali movimentazioni?? 
E le centraline che misurano il rumore hanno registrato valori inferiori al limite massimo consentito durante il periodo di attività del Canova?

Si parla inoltre di un plebiscito nella votazione al parere positivo della Commissione Valutazione Impatto Ambientale all'ampliamento del Canova, ma essendo sicuri che Lei sia a conoscenza anche delle numerose prescrizioni che vengono imposte al gestore, ci chiediamo perché non ne parla?


Questo “equilibrio” di cui parla prevede quindi che sacrificare parte della popolazione,  i famosi: “Cittadini che vivono sotto le rotte degli aerei che sono i primi a saperlo”, a subire gli effetti negativi delle attività dell’aeroporto, come ad esempio il rumore - l'inquinamento atmosferico-il danno psicologico, causati dal passaggio degli aerei a bassa quota sopra i tetti delle case, sia accettabile?

Noi siamo dell’idea che se anche solo ad un Cittadino non fosse garantita una qualità di vita decente e i valori imprescindibili che la Costituzione, ma anche solo il buon senso, prevedono,  non ci può essere equilibrio alcuno.

Nell'articolo si parla che “il piano” prevede di far spostare in blocco l’asilo San Giorgio di Quinto che " si trova proprio sotto la rotta di atterraggio degli aerei", mentre delle abitazioni prospicienti ad esso non sono previsti interventi o delocalizzazione?

Non devono essere ugualmente considerati quei Cittadini che ivi vi abitano? 

E la Chiesa di Quinto non deve anch'essa essere considerata sito che insiste sotto la rotta di atterraggio degli aerei? 

Spostare la scuola materna oltretutto avrà un costo decisamente importante, sarà tutto a carico del gestore questo onere o, per i meri interessi di un privato, alla spesa dovranno contribuire anche le casse pubbliche?? Questo aspetto andrebbe chiarito.

Non si parla neppure delle numerose altre aziende che fanno parte del sistema produttivo del territorio e che sono anch'esse notevolmente in difficoltà,  seppur non vivendo delle "briciole lasciate nella Marca dall'aeroporto Canova", sarebbe opportuno dedicarci altrettanta sensibilità , non crede?


Caro Sindaco, a nome del Comitato che ritiene ORA PIU’ CHE MAI che la Salute e la Qualità di Vita siano dei valori primari irrinunciabili, che Lei costituzionalmente ha il dovere di garantire a TUTTI i Cittadini che rappresenta, riteniamo che se valuta un aeroporto gestito in queste condizioni una risorsa per il Suo territorio, tanto da sperare nella riapertura, considerando anche la recente approvazione al MASTER PLAN che punta ad un ulteriore ampliamento, sarebbe lodevole anche che valutasse ed immaginasse come si vive con gli aerei che transitano quotidianamente e ripetutamente a bassa quota sopra ed a fianco delle abitazioni del Suo Comune e spiegasse poi a quei «Cittadini che sono i primi a saperlo come nel recente passato si era esagerato con i voli» dove sia l'equilibrio tra la qualità di vita a loro riservata e l'attività dell'aeroporto.


Ci auguriamo che i Suoi Cittadini, vera risorsa del territorio, che hanno riscoperto in questi mesi una qualità di vita finalmente degna ( e che non dimenticherà facilmente), pretendano sempre che i loro diritti Costituzionali primari vengano fatti rispettare e ci auguriamo che i numerosi luoghi naturalistici presenti nel territorio, di cui Lei, parlando di turismo, non ha speso neanche una parola, vengano in futuro considerati il perno per il rilancio di una sana economia che punti davvero al benessere e alle necessità del territorio e delle sue strutture ricettive a favore di un turismo che rispetta l’ambiente e la sua gente: altro che “accontentarsi delle briciole”!, questo è l’equilibrio di cui si avrebbe bisogno:

“i Cittadini che vivono sotto le rotte degli aerei sono i primi a saperlo”.!

                           
                                                                                                                                                                                                                                                                        
Il segretario
Andrea Zoggia



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lunedì 25 maggio 2020

ANALOGIA AEROPORTI “KARACHI – TREVISO”



    CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198 - CODICE FISCALE 94134970261

Quinto di Treviso, 25 maggio 2020

Carissimi Lettori, 

riportiamo in basso un comunicato inviato dal Comitato ai Sindaci di Treviso e di Quinto di Treviso, prime istituzioni responsabili della SALUTE dei Cittadini che rappresentano, e ai vari Ministeri coinvolti nelle decisioni a seguito delle richieste di ampliamento dell'aeroporto Canova, una struttura che da anni denunciamo essere a nostro parere assolutamente incompatibile con il territorio.

Riteniamo fondamentale, alla luce di un recente accadimento,  ricordare l'importanza della 

                                                SICUREZZA dei Cittadini. 

Si ritiene che questo valore, così importante e primario per gli abitanti di Quinto e di Treviso, sia garantito nelle condizioni in cui opera il Canova?

Si è certi che il sedime in cui è inserito, in un contesto fortemente antropizzato stretto tra la città di Treviso e il comune di Quinto, possa assicurarla?

Ci auguriamo che chi è a capo di certe responsabilità abbia come obiettivo primario la tutela dei diritti fondamentali di ogni persona: SALUTE innanzitutto, SICUREZZA E RISPETTO AMBIENTALE.

                                                                                                                                                                   Il segretario
                                                                                                                                                                   ANDREA ZOGGIA

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                                  COMUNICATO:                                                      

In occasione dell’infausto incidente aeronautico occorso nei pressi dell’aeroporto di Karachi, sorge spontanea la necessità di proporre un raffronto tra l’evento occorso in Pakistan e la possibilità di analogo accadimento in terra trevigiana:

Þ     Pakistan, aereo precipita a Karachi su area residenziale


In data 22 maggio 2020 un Airbus A-320 della compagnia di bandiera pachistana, la Pakistan International Airlines (Pia), in volo da Lahore è precipitato nella fase di atterraggio nei pressi dell'aeroporto di Karachi: 97 vittime.



Testimoni hanno riferito che l'Airbus A320 ha tentato di atterrare due o tre volte prima di schiantarsi in una zona residenziale vicino all'aeroporto internazionale di Jinnah.



Þ     Difficoltà in fase di atterraggio presso l’aeroporto di Treviso, per aereo russo Boeing 737/800


In data 22.02.2020 il volo delle linee russe Pobeda: nominativo DP 857, tipo Boeing 737/800, da Mosca a Treviso, intorno alle ore locali 12.45-13.00, procedeva a due inutili tentativi di atterraggio a Treviso, di cui il primo tentativo fatto su pista strumentale 07. Il secondo tentativo di atterraggio è stato eseguito “a vista” su pista “non Strumentale” 25, con sorvolo alla bassissima quota di 122 mt sulla città di Treviso e ciò risulta in violazione delle Disposizioni della Commissione V.I.A del Ministero dell’Ambiente” (dall’ATTO di ESPOSTO Codacons a Procura della Repubblica di Treviso).

Il terzo tentativo attuato su pista strumentale 07 (lato Quinto di Treviso) ha riscontrato esito positivo.


In corrispondenza di altri analoghi nefasti accadimenti aeronautici, il Comitato che rappresento si è sempre proposto di sensibilizzare le pertinenti Autorità sul considerare la possibilità di accadimento di analoghi eventi traumatici nell'intorno del sedime aeroportuale trevigiano.



Di conseguenza il Comitato, nella convinzione di ritenere superfluo rimarcare ulteriori commenti, auspica che il traumatico evento venga utilizzato come doveroso monito onde evitare concessioni ad attività rischiose espletate in ambienti densamente popolati, come l’attività aeroportuale trevigiana svolta in un contesto estremamente antropizzato in tutto il perimetro dell’inadeguato sedime aeroportuale.





Con ossequio





Presidente
                                                                                                                                   Giulio Corradetti