lunedì 4 settembre 2017

ESSSERE "ANTI AEROPORTO" NON E' UNA DISCRIMINANTE!

In riferimento all'articolo apparso sul periodico "La Voce", agosto 2017, che riporta una intervista del Sindaco di Quinto di Treviso, Sig. Mauro Dal Zilio, inerente le misure di mitigazione e compensazione inserite nelle Osservazioni dell'Amministrazione Comunale a «Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030 – Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale – Aeroporto "Antonio Canova" di Treviso», è bene mettere in chiaro alcune cose. Il Sindaco mette in evidenza: "… tenendo ben presente che l'aeroporto non si può chiudere" … e conclude: "Evidentemente la presenza degli aerei a Quinto non è poi così importante come ritiene e sostiene il Comitato anti aeroporto!".
Per una corretta informazione, si riporta in maniera molto succinta le conclusioni ufficializzate dall'Associazione Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Treviso nelle Osservazioni recentemente presentate a Ministeri – Regione – Provincia – Comuni – Parco Naturale Regionale del Fiume Sile:
«Il rispetto del numero di movimentazioni annue autorizzato: 16.300 è stato ribadito ripetutamente dalla Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale VIA e VAS del Ministero dell'Ambiente e da sentenza del TAR Regionale; questa è la primaria condizione da rispettare con la contemporanea verifica di compatibilità ambientale nel pieno rispetto delle Normative di riferimento, rilevando anche l'entità del tipico inquinamento aeronautico: nanopolveri / sostanze chimiche assorbite ed in fase gassosa / metalli pesanti. Da questa condizione si deve partire per valutare il conseguente numero di movimentazioni compatibile con il sempre decantato "aeroporto sostenibile.
L'aeroporto di Treviso ha gestito nell'assoluta autonomia e nella massima indifferenza la sua ventennale attività senza che alcuna Autorità abbia imposto di far rispettare il vincolo di una chiara disposizione legislativa e senza aver mai ottenuto un parere positivo di Valutazione di Impatto Ambientale. Sono stati presentati e ritirati due "Master Plan" per richiedere un incremento fruitivo dell'aeroporto trevigiano, ottenendone ripetuti Pareri Negativi con l'indicazione di opere di mitigazione mai attuate e con la richiesta di numerosi approfondimenti – prescrizioni – raccomandazioni – compensazioni mai presi in considerazione».

Sia ben chiaro che quanto sopra riportato non è in sintonia con le dichiarazioni del Sindaco di Quinto di Treviso!

mercoledì 16 agosto 2017

NEL CIELO DI QUINTO E TREVISO E' SEMPRE PIU' AIR-SHOW!

Nella vecchia proposta del Marzo 2012: Piano di Sviluppo Aeroportuale (2011-2030) al paragrafo: 
RIPARTIZIONE MOVIMENTI IN DECOLLO AEROPORTO "CANOVA" era così annunciato:
Tra gli scenari analizzati è stata scelto quello con minor impatto complessivo sulla popolazione residente in aree limitrofe all’aeroporto, che è risultato essere quello corrispondente alla seguente distribuzione dei decolli:
  • al 2020 45% dei decolli su testata 07 e 55% su testata 25;
  • al 2030 50% dei decolli su testata 07 e 50% su testata 25".
Anche la Regione con: DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE n. 2250 – 27/11/ 2014 - Bur n. 119 16/12/2014 proponeva una risoluzione quasi fosse stata concordata con ENAC ed Il Gestore:
"Altra modifica apportata riguarda la distribuzione dei decolli, scegliendo quella ritenuta di minor impatto complessivo sulla popolazione residente in aree limitrofe all’aeroporto, ed in particolare su Quinto di Treviso, che è risultata essere
  •  30% dei decolli su testata 07 e 70% su testata 25 per lo scenario al 2020;
  •  30% dei decolli su testata 07 e 70% su testata 25 per lo scenario al 2030".
La stesso trucchetto fatto passare per strumento di mitigazione ambientale viene riportato nel: Master Plan, Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030 – 01 aprile 2017
- ripartizione decolli:
"In sede di Commissione ex art. 5 DM 31.10.1997 si è già avviata una procedura che prevede di effettuare, compatibilmente con le limitazioni gestionali, 6 decolli al giorno da testata 07. ……
Nello scenario di sviluppo al 2030 il numero di decolli giornalieri su Treviso (da testata 07) viene aumentato a 10, in considerazione di valutazioni modellistiche che hanno definito il carico massimo ammissibile per il territorio di Treviso".
22.500 mov/anno = 62 mov medi giorno = 31 decolli giornalieri: n. 10 = 32%
Noi ci chiediamo:
IL SINDACO GIOVANNI MANILDO SI SVEGLIA ORA?
Da tempo avrebbe dovuto contestare il proposito di far decollare gli aeromobili in direzione Treviso e non attendere la messa in pratica di quanto da tempo pianificato dal gestore aeroportuale! Lo doveva fare utilizzando la presenza del suo rappresentante in ambito della Commissione Aeroportuale che ha il potere di far mettere a verbale tutto ciò che l'amministrazione comunale decide
 per la quale è utile ricordare:
"E’ opportuno specificare che la Commissione ex art. 5 DM 31.10.1997 è costituita dai rappresentanti dei seguenti enti:
  • Regione;
  • Provincia;
  • Comuni interessati;
  • Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
  • Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente;
  • Ente Nazionale di Assistenza al Volo (nel caso specifico dell’aeroporto “A. Canova” di Treviso, l’Aeronautica Militare);
  • vettori aerei;
  • società di gestione aeroportuale.
In questo contesto, pertanto, si trovano riunite tutte le competenze e responsabilità per l’approvazione di nuove procedure presso l’aeroporto".

QUALSIASI INCREMENTO DELL'ATTIVITÀ AEROPORTUALE È INCOMPATIBILE CON L'ATTUALE CONTESTO TREVIGIANO! E' cosi difficile arrivare a questa conclusione?

Riportiamo qui sotto una serie di dati realativi al 30 GIUGNO 2017 :
  •  numero di movimentazioni aeronautiche ufficialmente consuntivate = 10.481
  •  media numero di movimentazioni giornaliere = 58
  •  media nelle 17 ore teoriche (06 ÷ 23) = n° 1 mov. ogni 18 minuti.
  •  Numero di passeggeri = 1.450.691
Il gestore incrementa costantemente i numeri raggiungendo quanto preventivato per l'anno 2030 già nell'anno 2018, alla faccia della Valutazione di Impatto Ambientale il cui parere vincolante non preoccupa minimamente, causa l'assoluta ed assodata inerzia delle Autorità di vigilanza che avallano la spudorata anarchia che permette a: Gestore; ENAC, ENAV di soddisfare tutte le esigenze del mercato aeronautico!
I Sindaci, anziché fare polemiche da cortile, dovrebbero farsi carico del problema oltre a far rispettare il divieto di movimentazioni dopo le ore 23.00, sia con proprie iniziative sia richiedendo l'intervento dei Ministeri costatato che Enac, anche se ente pubblico interviene solo in favore dei gestori. La situazione che i Residenti stanno sopportando porta all'ESASPERAZIONE!
Il territorio quintino è quello che ha sempre dovuto soccombere nel sopportare i disagi ambientali provocati quotidianamente dalle movimentazioni degli aeromobili, ora toccherà anche a Treviso:
nel nostro cielo è sempre più "AIR SHOW"!

venerdì 28 luglio 2017

SALUTE PUBBLICA: IL PROBLEMA E' BENAZZI!

Il 26-07-2017 il direttore gen. Dell'USL2 ha rilasciato delle dichiarazioni al Gazzettino edizione di Treviso,
Dott. Francesco Benazzi
riconoscendo che fare delle indagini per individuare l'inquinamento generato dall'aeroporto “Canova” di Treviso è impossibile! Risponde così ai Sindaci che stanno richiedendo l'analisi epidemiologica. Si, è vero, nel caso dell'aeroporto non è propriamente questa la cosa da chiedere alle autorità sanitarie, e noi ai Sindaci lo avevamo detto chiaramente!
Comunque la risposta del dott. Francesco Benazzi, sommata all'altro avvertimento lanciato ai Sindaci pochi giorni fa, dicendo che le analisi del caso costano almeno 20.000 euro, ci crea il sospetto che la “somma autorità in campo sanitario” in Treviso cerchi di dissuadere chiunque ad indagare sulla reale situazione della Salute Pubblica relazionata alle emissioni inquinanti della grande infrastruttura posta a ridosso di due grandi centri abitati.

Lo ha fatto anche con noi durante un faccia a faccia circa un anno fa, affermando che non ci sono pericoli di inquinamento aeroportuale. In quell'occasione spiegammo con chiarezza al dott. Francesco Benazzi che per noi, sulla base delle nuove linee guida sulla salute e sulla base delle nuove direttive europee, era del tutto inutile fare un'analisi epidemiologica che durerebbe almeno 5 anni. Piuttosto sarebbe stato utile predisporre un un piano di “health risk assessment” per definire con precisione la popolazione potenzialmente esposta all’inquinamento aeroportuale sulla base di specifiche indagini ambientali sulle matrici dell’area di impatto (rumore, aria, acqua, suolo, rifiuti) attraverso piani di campionamento ad hoc statisticamente solidi e rappresentativi approvati da ISS, Regione Veneto prevenzione e ULLS. Quello che evidentemente dovrebbero richiedere i Sindaci. 

mercoledì 26 luglio 2017

OSSERVAZIONI SALUTE PUBBLICA (part.3°)

Osservazioni relative a:

Aeroporto “Antonio Canova” di Treviso
Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030
Studio di impatto ambientale - Sez C 
Quadro di riferimento ambientale: Salute pubblica
Estensore dello studio di impatto ambientale Thetis: ing.Giovanni Zarotti

Osservazione 4): assenza totale di dati sito- specifici

-Richiamando i punti qualificanti espressi al punto 1 si evidenzia la totale assenza di dati sito-specifici che dovrebbero invece individuare con precisione la popolazione iperesposta e valutare il rischio esposizione.
-.Nel documento del proponente si fa riferimento per quanto riguarda i dati sulla qualità dell’aria ai dati forniti dal gestore aeroportuale ( il controllato è anche controllore?) e agli imprecisi e poco solidi rapporti precedenti di ARPAV . In particolare si fa riferimento alle campagne ARPAV eseguite nel periodo 2010 – 2012 con mezzi mobili . 

OSSERVAZIONI SALUTE PUBBLICA (part.2°)

Osservazioni relative a:

Aeroporto “Antonio Canova” di Treviso

Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030

Studio di impatto ambientale - Sez C
Quadro di riferimento ambientale: Salute pubblica
Estensore dello studio di impatto ambientale Thetis: ing.Giovanni Zarotti


Osservazione 3): limiti dei modelli matematici

- I modelli matematici presentano sempre un’insufficiente rappresentatività a causa del fatto che ogni modello non è altro che un’approssimazione più o meno accurata della realtà.

- Si contesta l’uso di modelli matematici come esaustivi e risolutivi di un quadro di definizione del rischio salute per la popolazione, ancor più se il dichiarante manifesta l’assoluta mancanza di prerogative professionali in materia sanitaria e l’assoluta mancanza di competenze specifiche relative alle affermazioni ed alle rassicurazioni di carattere sanitario.

-L’uso del modello matematico appare, soprattutto se applicato in ambito salute, un artifizio teso a mistificare la realtà contestuale cui ci si riferisce e viola il diritto costituzionale di rispetto e difesa del cittadino di massima tutela della salute e dell’ambiente in cui vive.
Il modello matematico può costituire un elemento utile alla rappresentazione di dati di insieme ( se opportunamente registrati, correlati, integrati ) , che possano agevolare la sintesi di un quadro di riferimento complesso, ma mai può sostituire o riassumere in se’ una valutazione sanitaria seria e puntuale né può portare ad emettere un parere sanitario relativo al rischio salute dei singoli individui esposti ( come invece inequivocabilmente affermato al capitolo C6.2 della sez.C) . Ancor più se i criteri ed i parametri dei modelli matematici sono definiti in assenza di dati puntuali, come nel caso dell’aeroporto Canova e in assenza di professionalità in ambito sanitario e competenze istituzionali di assoluta , certificata autorevolezza.