venerdì 7 maggio 2021

O SI PESCA O SI VOLA!

Quinto di Treviso 07 maggio 2021



  Aeroporto Treviso 

O si vola o si pesca!!! 


                              

Canova e allevamento del pesce non possono esistere assieme !! Svegliatevi gente

La coesistenza tra le itticolture localizzate nel fiume Sile rappresenta un dilemma che le regolamentazioni, gli standard, gli annessi, le direttive e le circolari ICAO, EASA ed ENAC hanno da tempo risolto.

L'ICAO-International Civil Aviation Organization, l'Agenzia Europea della Sicurezza Aerea-EASA ed ENAC-Ente Nazionale Aviazione Civile hanno prescritto i termini di una ipotetica coesistenza.

L'aeroporto Canova di Treviso, prospiciente e sottostante al sentiero di decollo e di atterraggio dalle piste 07 e 25, registra operazioni di volo che interessano uno spazio nel quale voli civili-commerciali incrociano gli aironi guardabuoi, le cornacchie grigie e gabbiani comuni. Anche se la Relazione annuale ENAC/BSCI Wildlife Strike ( impatto specie selvatiche)  del 2018 rileva come nello stesso anno siano invece diminuite le presenze dei piccioni e rondini, la presenza del gheppio durante l'anno 2018 è rimasta pressoché stabile in confronto al 2017. 

La presenza della lepre sul sedime anche durante l'anno 2018 e’ rimasta stabile. La cattura delle cornacchie sul sedime da parte dell'Ente citato, che avviene con gabbie durante la primavera/estate, non ha portato miglioramenti sulla diminuzione dell'abbondanza delle cornacchie grigie.

Il parco naturale del fiume Sile è – come riporta il Quotidiano del Piave, notizie dell'Alta Marca Trevigiana 5 Maggio -la culla del caviale Made in Veneto grazie al Progetto Storione della Troticoltura di S. Cristina.

“La culla di questa specie ittica, che fino a 25 anni fa rischiava l’estinzione  nelle nostre acque, è la Troticultura di S. Cristina che la famiglia Bresciani ha avviato nei primi anni Sessanta del secolo scorso, utilizzando l’acqua corrente, limpida e straordinaria, del Sile le cui risorgive si trovano a  pochi chilometri, a Casacorba di Vedelago”.

Negli ultimi 20/25 anni, tuttavia, tra aeroporto e itticolture del Sile, la convivenza si è realizzata comunque, con una evoluzione quantitativa dei voli e della produzione di storioni e trote e tanto altro. Con, addirittura, la presentazione di un Masterplan 2030 che rilancia e potenzia l'attività aerea.

E Wizzair, inoltre, annuncia il collegamento con Bari dal prossimo 1 Luglio, anche se ICAO-EASA ed ENAC hanno disposto limiti ben circostanziati! 

A chi tocca verificare le reali criticità e i livelli di pericolosità e di safety esistenti?!

Da anni il Comitato denuncia le gravi criticità di sicurezza connesse alle attività del Canova.

                                              IL COMITATO 

 "e-mail": comitatoaeroportotv@gmail.com - "posta certificata": comitatoaeroportotv@pec.it

lunedì 3 maggio 2021

COMUNICATO STAMPA 3 MAGGIO 2021

 


COMUNICATO STAMPA

Treviso-Canova vs Brindisi: 400% di maggiori impatti avifauna!


                                            Quinto di Treviso 3 maggio 2021

Quante sono le tonnellate annue di Trota, Anguilla e Storione coltivate nel Sile? Il web del “Parco Naturale Regionale del fiume Sile” rileva come, solo di Trota Iridea, la produzione sia da 10 a 15 mila quintali di pesce all’anno. L’opzione da porre, anche se non basterebbe, è: Ryanair oppure le pescicolture di trote, anguille e salmoni?

Nel 2018 all'Aeroporto Canova con 22.911 movimenti, sono stati rilevati 24 casi di impatto avifauna, 22 con volatili e 2 con altra fauna selvatica.

. All'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, a fronte di 71.503 movimenti, più di tre volte quelli di Treviso, sono stati riscontrati 25 impatti con volatili e 1 con altra fauna selvatica. All'aeroporto di Brindisi Papola- Casale con 20.922 movimenti, circa quelli di Treviso, sono stati rilevati 6 impatti con volatili.  All'aeroporto di Olbia con 34.568 movimenti solo 5 casi! 

Insomma per lo scalo di Treviso nessuno ha mai contemplato elevati indici di pericolosità! Va denunciato che c’è una situazione di estremo rischio e pericolosità, ma nessuna Autorità se ne preoccupa.

Se le Itticolture devono essere ubicate oltre a 13 km dalla pista, l'aeroporto Canova è compatibile con le molteplici attività insediate lungo il fiume Sile, all’interno di un Parco Naturale sede di un Sito di Interesse Comunitario?

“La maggior parte degli impatti tra aeromobili e fauna selvatica si verifica negli aeroporti e nelle loro immediate vicinanze, dove la quota di volo è relativamente bassa; gli uccelli infatti volano generalmente al di sotto dei 500 ft di quota quando non sono in migrazione attiva. Il 70% degli eventi di wildlife strike avviene al di sotto dei 200 ft di quota, l’85% al di sotto degli 800 ft e oltre il 90% sotto i 2.000 ft”.

L'Organizzazione internazionale per l’aviazione civile (ICAO) ha indicato quali sono le principali tipologie di utilizzo del territorio che hanno il potenziale di diventare importanti fonti attrattive per la fauna selvatica ad alto rischio.

Queste includono:

• le discariche di rifiuti alimentari;
• gli impianti di trattamento e smaltimento delle acque reflue; • i laghi naturali e artificiali;
• gli impianti di congelamento del cibo;
• gli impianti ittici;
• le riserve ornitologiche.

Il Cap. 5 del Regolamento ENAC per la Costruzione e l’Esercizio degli aeroporti-RCEA (Rischio da impatto con volatili) vengono individuate come oggetto di limitazioni, tra gli altri:
• le discariche e corpi d’acqua aperta o altre aree umide che possono attrarre volatili ed altra fauna selvatica;
• le attività industriali che prevedono fasi lavorative in grado di attrarre volatili ed altra fauna selvatica (industria manifatturiera, impianti di lavorazione carne/pesce/vegetali, ecc.);

• le attività agricole e di allevamento che possono costituire fonte attrattiva per i volatili ed altra fauna selvatica (coltivazioni agricole attrattive, impianti di itticoltura, allevamenti di bestiame, ecc.);

•le attività antropiche che prevedono l’immissione di fauna libera nell’ambiente (Ambiti Territoriali di Caccia, riserve di caccia e pesca, aree di ripopolamento faunistico, campi di gara per colombofili, aree di addestramento cani da caccia, ecc.).

Le specifiche criticità al rischio avifauna riguardano anche:
Aree Agricole: Seminativi (non irrigui e irrigui); Colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti e frutti minori); Orti; Prati; Allevamenti di bestiame estensivi; Allevamenti di bestiame intensivi.

Tra le Aree Naturali e semi-naturali: Boschi; Aree cespugliate (inclusa macchia mediterranea); Aree con vegetazione erbacea (incluse gariga e steppa); Aree protette terrestri; Riserve di caccia (e aree dove è previsto il rilascio di fauna); Carnai ed aree di alimentazione per la fauna selvatica.

Tra le Aree Umide: Corsi d’acqua, canali e idrovie; Bacini d’acqua naturali e artificiali; Impianti di depurazione acque reflue; Impianti di trattamento di acqua potabile; Produzioni di acquacoltura; Zone umide protette.

La soprastante elencazione di “limitazioni” sembrerebbe rappresentare una “fotografia” realistica dell'intorno della pista 07/25 del Canova.

La Relazione annuale ENAC/BSCI Wildlife Strike del 2018, ultima disponibile, riscontra chiaramente tali ambiti “Il rischio di collisione è legato al tipo e all’intensità dell’attività della fauna selvatica sia all’interno che nelle aree limitrofe dell’aeroporto. Gli animali attratti da specifiche opere e/o attività che si svolgono intorno all'aeroporto possono infatti spostarsi dentro l’aeroporto o attraversare i corridoi di movimento degli aeromobili incrementando il rischio di impatto" 

La presenza di discariche, aree umide e zone dove c’è alta disponibilità di acqua, cibo e siti idonei dove ripararsi, riprodursi, aggregarsi e riposare, dentro e intorno a un aeroporto, costituiscono un’attrattiva formidabile per gli animali selvatici, soprattutto gli uccelli.

Questi sono in grado di percorrere lunghe distanze in tempi relativamente brevi: un gabbiano reale può nidificare a distanze superiori ai 50 km dalle aree di alimentazione, e percorrere centinaia di chilometri al giorno solo per nutrirsi. Un’adeguata gestione ecologica anti-fauna del sedime aeroportuale e del territorio circostante è senza dubbio il più efficace sistema di mitigazione del rischio di wildlife strike, insieme all’utilizzo di specifici apparati di deterrenza attiva tesi all’allontanamento degli animali. 

Per questo negli aeroporti sono in vigore specifici piani di controllo e mitigazione del rischio operati da personale specializzato (Bird Control Units), e per lo stesso motivo l’Organizzazione mondiale dell’aviazione civile (ICAO) e le altre organizzazioni e autorità che si occupano di navigazione aerea hanno identificato una distanza di sicurezza dagli aeroporti entro la quale limitare alcune attività/opere in grado di attrarre fauna selvatica (13 km).”

Nell'individuazione delle possibili cause di rischio nei 120 ettari dell'Aeroporto Canova-Treviso, la Relazione annuale ENAC/BSCI Wildlife Strike del 2018 rileva: “Le specie che hanno registrato un incremento in confronto all'anno precedente sono: gli aironi guardabuoi, le cornacchie grigie, i gabbiani comuni. Sono invece diminuite le presenze delle seguenti specie: piccioni e rondini. 
La presenza del gheppio durante l'anno 2018 è rimasta pressoché stabile in confronto al 2017. La cattura incruenta delle lepri di ottobre 2017 eseguita dall'Area Metropolitana per la Città di Treviso e ATC TV, ha contribuito a ridurre la presenza della lepre sul sedime anche durante l'anno 2018.
La cattura delle cornacchie sul sedime da parte dell'Ente citato, che avviene con gabbie durante la primavera/estate, non ha portato miglioramenti sulla diminuzione dell'abbondanza delle cornacchie grigie".

Sistemi di dissuasione diretta presenti dell'Aeroporto Canova, si rileva: 
La BCU dispone di una pistola scacciacani, di un binocolo, di sistema di distress-call veicolare, distress-call portatile e di un cannone a gas montato su carrello appendice e comandato da telecomando in dotazione ad addetto BCU; dispone inoltre di falchi da basso e alto volo, n°. 2 Tablet con APP Wildlife Monitor, auto allestita con fari alta luminosità, macchina fotografica digitale. Sono presenti gabbie di cattura per i corvidi gestite dall’ATC con supervisione dell’Area Metropolitana competente per territorio.

Il documento ENAC di 40 pagine LG–2018/002 - GESTIONE DEL RISCHIO WILDLIFE STRIKE NELLE VICINANZE DEGLI AEROPORTI Ed. n. 1 del 01/10/2018, fornisce le linee guida alle autorità, agli enti e ai portatori d’interesse territoriali per la gestione del rischio di impatto tra aeromobili e fauna selvatica (uccelli in primis) nelle vicinanze degli aeroporti, dove tale rischio può aumentare in funzione della presenza di opere o attività in grado di attrarre fauna selvatica”. “Scopo del documento è anche quello di fornire uno strumento per la pianificazione del territorio intorno agli aeroporti a 3, 8 e 13 km di distanza dalle piste”.

A fronte dei regolamenti, circolari e dispositivi e prescrizioni di ICAO-EASA-ENAC, che identificano un contesto ambientale-naturale, da evitare e che potrebbe pregiudicare i livelli di sicurezza perseguiti dell'attività di volo autorizzata, la coesistenza tra l'aeroporto Canova e le itticolture (con le ulteriori fonti attrattive esistenti) pone inevitabili problematiche quanto innegabili criticità.

Va considerato un ulteriore rischio che si nota quotidianamente: ad aeroporto fermo si riscontra aumento della avifauna, soprattutto volatili che proliferano sulle aree di rischio aeroportuale; un ulteriore problema che si aggiunge a quelli già esistenti.

Considerato l'insistente vocio delle autorità che puntano in tempi brevi alla riapertura dello scalo, si è davvero certi che gli indici di pericolosità “registrati” non determinano alcuna preoccupazione?

Il Comitato ribadisce che, anche per quanto sopra descritto, si deve ritenere l’infrastruttura aeroportuale assolutamente incompatibile con il territorio circostante!
   
                                                                     Il COMITATO

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giovedì 22 aprile 2021

COMUNICATO STAMPA

Oggi 21 Aprile 2021 abbiamo inoltrato al Prefetto di Treviso, ai Sindaci dei Comuni di Treviso e Quinto di Treviso una richiesta specifica, relativa alle modalità procedurali del Piano di Emergenza Esterno-PEE in relazione al rischio incidente rilevante connesso ad un incidente aereo esterno al sedime aeroportuale.

Se da un lato, ENAC e SAVE-Aertre hanno predisposto il Piano di Emergenza Aeroportuale per incidente interno al sedime o per evacuazione del Terminal e/o esplosione del serbatio/deposito del carburante/avio, di fondamentale interesse è, perciò, conoscere le procedure adottate dal Prefetto di Treviso per un incidente aereo nell'intorno del sedime dello scalo.

Come è, noto, le criticità associate al territorio circostante l’aeroporto sono state illustrate già nel 2010.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con lo Studio affidato da ENAC all’ATI” One Works-KPMG-Nomisma”, nella sezione “Potenzialità’ degli aeroporti, posizionamento e ruolo”, definiva le numerose criticità dell 'aeroporto Canova di Treviso:

Le principali criticità che presenta l’aeroporto di Treviso sono determinate dalla difficoltà di ulteriori sviluppi delle infrastrutture per la presenza di elementi naturali e artificiali negli intorni del sedime. In particolare: a Sud la presenza del fiume Sile limita eventuali allungamenti della pista e rende difficoltosa anche l’installazione di strumentazioni di ausilio alla navigazione aerea, a Nord la presenza di infrastrutture stradali e la presenza di insediamenti antropici limita future espansioni lungo tale direzione. Particolarmente critica la dotazione di parcheggio.

Inquadramento territoriale

L’aeroporto Canova è ubicato per buona parte nel territorio comunale di Treviso, caratterizzato da
un’altissima densità abitativa 1.481 ab/km2, e, in minima parte, nel comune di Quinto di Treviso.
L’aeroporto è localizzato a circa 3 km a sud-ovest della città di Treviso e a 29 km dall’aeroporto di VeneziaTessera. Il sedime aeroportuale occupa un’area di circa 147Ha, stretto tra il fiume Sile e la strada 515 Noalese, in prossimità di un’area caratterizzata da edificazione mista residenziale, commerciale, direzionale e produttiva artigianale.

Limiti e vincoli (1)
Lungo il confne del sedime aeroportuale sono presenti insediamenti residenziali e produttivi, diversi
per estensione e dimensione dei fabbricati, che rappresentano il maggiore vincolo allo sviluppo dello scalo. Dal punto di vista ambientale il vincolo principale è costituito dalla presenza del fiume Sile ad ovest del sedime, e relativo parco, sottoposti a vincolo paesistico.

Limiti e vincoli (2)
Lungo il confine del sedime aeroportuale sono presenti alcuni insediamenti che si differenziano per estensione e per dimensione dei fabbricati.
Un primo insediamento, non denso, è situato nella parte nord del confine, parallelamente alla pista di volo 07- 25; un altro insediamento, di tipo misto residenziale e commerciale, più denso ma di estensione inferiore rispetto al precedente, è situato a est, tra la tangenziale di Treviso e il sedime aeroportuale. Ad ovest del sedime oltre la fascia del parco del fiume Sile si sviluppa il centro abitato di Quinto di Treviso.
Questa localizzazione rappresenta il principale problema per lo sviluppo dell’aeroporto, in quanto pone forti limitazioni all’acquisizione di nuove aree.”

Una situazione assolutamente frammentaria e dettata da una logica di gestione dell’emergenza piuttosto che da una logica di pianificazione in relazione ai bisogni.

In tale “contesto” infrastrutturale ed operativo di criticità è fondamentale, per la tutela dei Cittadini, rendere trasparente ed essere informati sulle modalità organizzative e procedurali del Piano di Emergenza Esterna (PEE). 


giovedì 1 aprile 2021

IL RUMORE DEL SILENZIO

LETTERA APERTA OGGETTO: Il rumore del silenzio.

Da quando la pandemia ha colpito noi tutti, nelle aree più esposte al rumore assordante e insostenibile del traffico areo regna la pace! Nell’anno trascorso abbiamo potuto apprezzare il valore dell’Ambiente che circonda l’aeroporto “Canova” di Treviso, insieme alle tante specie di animali, spesso rare, che popolano il Parco naturale regionale del fiume Sile: Sito di Interesse Comunitario – Area particolarmente protetta – Rete Natura 2000 – Zona di Protezione Speciale – Zona Speciale di Conservazione, risultante a ridosso della pista operativa.

Altri colpevoli silenzi, certamente non benefici, caratterizzano questa città sul tema annoso e rilevante della questione aeroporto:

il silenzio dello Stato, il silenzio dei Partiti di opposizione nelle Amministrazioni locali, il silenzio dei giornali sulle ragioni di chi, come noi, rappresenta tutte le fondate e motivate azioni di contrarietà all’aeroporto ed al suo sviluppo, il silenzio dei Responsabili sanitari, il silenzio della Diocesi trevigiana.

Tutti questi silenzi protratti negli anni hanno determinato e concorrono a determinare un effetto ancora più grave e devastante: il silenzio delle coscienze e della dignità di appartenenza ad una Comunità civile.

Le roboanti, demagogiche e mistificanti affermazioni delle Autorità locali, il primo Cittadino di Treviso in testa, sulle “opportunità” e sui “benefici” apportati dall’aeroporto Canova per il territorio, evidenziano solo la pochezza della politica e la sua subalternità agli interessi di potentati economici.

I Cittadini sembrano oramai rassegnati ad accettare queste manifestazioni autoritarie e muscolari di intervento sulla loro città, con la scusa e la giustificazione che: “tanto fanno quello che vogliono, sono troppo forti, hanno troppi soldi, non possiamo fare nulla”.

Una città non è l’insieme di interessi economici dove il più forte detta legge; deve essere una città che vuole vivere e prosperare e non soccombere alla miopia di chi intende solo sfruttarla.

Noi continueremo a presentare le nostre ragioni e l’elenco incredibile delle inosservanze alle Leggi ed ai Regolamenti che, in tutti questi anni, con la complicità dei vari Amministratori locali e delle “Autorità”, si sono accumulate.

Chiediamo al nuovo Ministro Cingolani del neonato Ministero della Transizione Ecologica con quale giustificazione e con quale logica di transizione potrà firmare il “folle” e inverosimile “Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030”, presentato dalla Società AERTRE con la complicità di ENAC, che permette violazioni del suo stesso regolamento.

Chiediamo al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili e della Sanità come intendano progettare il modello nazionale di trasporto aereo che l’allora ministro Del Rio ebbe il “coraggio” e l’indecenza di varare e siglare.

Chiederemo all’Europa, tanto citata ed osannata come tutela di noi tutti, come possa accettare che Cittadini europei si servano di scali così pensati e gestiti, a danno della SALUTE e QUALITA’ di VITA dei Residenti, in un contesto assolutamente incompatibile causa inadeguatezza del sedime aeroportuale, che deve tener conto anche di possibili conseguenze ascrivibili alla SICUREZZA, mai tenute in debita considerazione con la mancata attuazione dei Principi di Prevenzione e Precauzione.

Chiederemo, diffideremo e denunceremo perché intendiamo essere CITTADINI e non servi e sudditi!

Non è questo che ci chiede la nostra Costituzione? Non è forse quello che ci chiede anche Papa Francesco, quando sollecita le nostre coscienze nelle sue Encicliche?

Denunciamo la totale elusione delle opere di mitigazione/compensazione prescritte dalle Commissioni ministeriali da oltre 15 anni e che la Legge impone di eseguire “ante operam”.

Diffideremo i Sindaci e le Autorità perché richiamarli ai loro compiti è nostro dovere civico.

Denunceremo tutte le incongruenze e le violazioni e invieremo ai giornali, ai social e ai media, in totale trasparenza, tutte le argomentazioni e le ragioni che da anni sosteniamo!

Noi faremo più rumore possibile e forse saremo additati, come spesso è accaduto, con le definizioni più ignobili e offensive.

A Voi: Autorità, giornali ma soprattutto CITTADINI ricordiamo che il silenzio e la sottomissione sono i semi di un disastro colpevole e certo perché, senza la partecipazione e la dignità non c’è progresso, non c’è VOLO DI PENSIERO E DI PROGETTO UTILE PER I NOSTRI FIGLI!

                                                       IL COMITATO 

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mercoledì 24 marzo 2021

Complimenti Sindaco!




            Quinto di Treviso 24 marzo 2021


Complimenti Sindaco!


Siamo sicuri che stiamo puntando sui cavalli giusti?


Noi, come Comitato, da anni ci battiamo per il RISPETTO della SALUTE, che deve essere sempre preminente riguardo illavoro e l'economia,dell’AMBIENTE,della SICUREZZA,  della DIGNITA’ delle PERSONE; ma quando fieramente si mettono sul piatto i posti di lavoro per decisioni che coinvolgono tutta la Comunità, nella realtà poi quanto risultanotutelati?!

 Si legge dalla Tribuna di Treviso questo articolo che riportiamo in foto :




e ci chiediamo se tutta questa esultanza nel promettere un futuro radioso per l’economia di Treviso non sia davvero esagerata.


Non si rischia di prospettare a Residenti e Lavoratori una realtà che, a scapito della QUALITA’ di VITA di parte dei Suoi Cittadini, non ha tutti questi vantaggi?


Non si vuole un dialogo con chi la pensa diversamente per delle presunte offese. C’è da star tranquilli: con noi il dialogo per una cosa o l'altra non lo si è mai voluto affrontare! E’ evidentemente più facile stare dalla parte dei più forti e sentire solo la voce dei Cittadini che approvano, in modo da rendere più semplice l’azione di governo.


Vale la pena destinare un territorio ricco di attrattive naturali aduna struttura così impattante per l’Ambiente e per i suoi Abitanti, che condannerà quelli coinvolti dalle nocive conseguenze delle attività aeroportuali ad una VITAINDEGNA in un paese civile, nella tutela di interessi e dilavoro, quando gli stessi Lavoratori subiscono lo stesso tipo di trattamento?


Dove sono Coloro che tanto hanno esultato in questi ultimi giorni? Cosa succede quando questi Lavoratori, per i quali si dice tanto di combattere, si trovano a dover sottostare a certe condizioni unilaterali?  Nessuno ci mette più la faccia? Nessuno si prende i demeriti di una così penosa situazione?


Noi ormai stanchi ma sempre attivi nell’invitare le Istituzioni a mettersi dalla parte dei Cittadini e a considerare altre forme di sviluppo e progresso che diano la precedenza ai valori come la SALUTE, l’AMBIENTE, la SICUREZZA e la QUALITA’ di VITA; lasciamo che sia la realtà dei fatti a parlare.


Per NOI questi valori sono fondamentali, imprescindibili e non barattabili con alcun interesse economico.

                                                              Il Comitato

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE - CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198 “COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI TREVISO”Via Nogarè, 15 – 31055 QUINTO DI TREVISO (TV) Codice Fiscale: 94134970261                           

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