mercoledì 5 febbraio 2020

SINDACI A TUTELA DEI CITTADINI

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE - CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198


    "COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI TREVISO"

Quinto di Treviso, 05 febbraio 2020


Vincono le lamentele dei residenti: l'aviosuperficie deve chiudere dopo 30 anni

L'ingresso all'aviosuperficie

E' notizia di qualche giorno fà della risoluzione di una grave situazione di disagio causata da delle attività aeronautiche che vedevano ultraleggeri e velivoli simili partire e atterrare su una pista situata nel comune di SANTA MARIA DI SALA, in un luogo evidentemente inadatto ad un tipo di attività simile. Disagi che noi, Cittadini esposti alle movimentazioni aeronautiche dell'aeroporto Canova, ben possiamo comprendere.
Qui riportiamo alcuni frasi dell'articolo particolarmente interessanti: 

..."SANTA MARIA DI SALA - Non si vola più a Santa Maria di Sala. Alla fine hanno vinto i residenti:" ......................


"A pesare nella decisione è stato anche il Comune, sceso a fianco dei residenti che da tempo lamentavano rumori e fastidi sopra le loro teste."


"..........indubbiamente l’aviosuperficie, in quella posizione, ha cominciato ad essere vista come un pericolo oltre che fonte di disagio. Il Comune non ha più potuto ignorare le lamentele dei cittadini..."

Articolo completo: 
https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/aviosuperficie_santa_maria_di_sala_chiusura-5024476.html

La situazione descritta nell'articolo ricorda in molti punti quella che vivono i Cittadini dei paesi su cui l'attività dell'aeroporto Canova insiste, soltanto che al posto dei piccoli ultraleggeri, i Cittadini esposti devono sopportare il passaggio sopra le proprie abitazioni di aeromobili molto più grandi e rumorosi che al loro passaggio creano naturalmente effetti più pesanti di un semplice deltaplano, rendendo la loro qualità di vita assolutamente INDEGNA .

Ebbene la frase dell'articolo che più colpisce è stata quella che descrive come il potere decisionale del Comune a SANTA MARIA DI SALA abbia fatto la differenza sulla questione e abbia portato alla soluzione dei disagi che i Cittadini erano costretti a subire e a garantire la loro tutela.

Nel caso dei territori dove le attività aeronautiche dell'aeroporto Canova influiscono possiamo dire con altrettanta sicurezza che i sindaci stiano agendo nella medesima maniera a favore dei propri Cittadini? 

La SALUTE dei Cittadini coinvolti dalle movimentazioni aeroportuali provocate dall'aeroporto Canova viene adeguatamente tutelata?


I  sindaci sono in prima linea con i propri Cittadini per risolvere la situazione che l'aeroporto Canova sta provocando nei territori dove è stato inserito, in un sedime a nostro parere assolutamente incompatibile? 



                                                                                                                                                  
Vengono rispettati i vincoli dei nostri patrimoni naturalistici come "Il Parco Naturale del Fiume Sile ", sito di "RETE NATURA 2000"? 





        



PARTENZE

                                                                                                      














Riportiamo una parte dell'elenco dei voli programmati nella giornata di oggi dove di può notare la concentrazione di movimentazione aeronautiche in uno degli orari più sensibili in cui i CITTADINI avrebbero diritto ad una degna pausa pranzo e/o a riposarsi e che rendono ancora più evidente l'incompatibilità di una struttura come l'aeroporto Canova in un territorio naturalmente antropizzato. 


ARRIVI

                                                                                   ...ai Cittadini darsi risposta.


Vogliamo complimentarci con i Cittadini di SANTA MARIA DI SALA per essere riusciti a far valere i loro diritti e naturalmente anche con la loro Amministrazione che ha lavorato per gli interessi dei propri Cittadini, che la Costituzione Italiana sancisce, mettendo al primo posto la loro SALUTESICUREZZA e il loro AMBIENTE e a cui va la nostra stima.


                                                                                                                                                      Il segretario Andrea Zoggia
 "e-mail": comitatoaeroportotv@gmail.com - "posta certicata": comitatoaeroportotv@pec.it





martedì 4 febbraio 2020

BILANCI ANNUALI SOCIETA' AERTRE

   ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE - CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198

    "COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI TREVISO"

Quinto di Treviso, 04 febbraio 2020



Il Comitato in base ai bilanci, riferiti solo ai servizi commerciali, disponibili e pubblicati dalla società AERTRE qui sotto riportati, verifica negli anni un costante aumento dell'importo del contributo alle compagnie low cost da parte della stessa, corrispondente ad un costante incremento del numero di passeggeri, naturalmente ottenuto con il continuo aumento delle movimentazioni aeronautiche, nonostante il limite di 16.300 annuo imposto dal Ministero dell'Ambiente.

BILANCI ANNUALI SOCIETA’ AERTRE


BILANCIO DI ESERCIZIO AERTRE al 31 dicembre 2014pagina 47 di 69

I servizi commerciali evidenziano principalmente:
SERVIZI COMMERCIALI
2014
2013
VARIAZIONI
SVILUPPO TRAFFICO AEROPORTUALE
4.961.424
4.296.960
664.464
PUBBLICITA’
8.000
13.000
-5.000
SPESE DI RAPPRESENTANZA
10.758
3.516
7.242
TOTALE SERVIZI COMMERCIALI
4.980.182
4.313.476
666.706
La variazione dei costi per sviluppo traffico aeroportuale rispetto all’esercizio precedente è dovuta all’incremento traffico e ai nuovi accordi stipulati con Ryan Air e Wizz Air.

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BILANCIO DI ESERCIZIO AERTRE al 31 dicembre 2017pagina 46

I servizi commerciali evidenziano principalmente:
SERVIZI COMMERCIALI
2017
2016
VARIAZIONI
SVILUPPO TRAFFICO AEROPORTUALE
6.647.858
5.777.998
869.860
PUBBLICITA’
11.225
10.000
1.225
SPESE DI RAPPRESENTANZA
4.205
4.086
119
TOTALE SERVIZI COMMERCIALI
6.663.288
5.792.084
871.204
L’aumento dei costi per sviluppo traffico aeroportuale rispetto all’esercizio precedente è dovuto all’incremento traffico da parte della compagnia Ryan Air e Wizz Air.

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BILANCIO DI ESERCIZIO AERTRE al 31 dicembre 2018pagina 47

I servizi commerciali evidenziano principalmente:
SERVIZI COMMERCIALI
2018
2017
VARIAZIONI
SVILUPPO TRAFFICO AEROPORTUALE
7.156.444
6.647.858
508.586
PUBBLICITA’
0
11.225
-11.225
SPESE DI RAPPRESENTANZA
8.195
4.205
3.990
TOTALE SERVIZI COMMERCIALI
7.164.639
6.663.288
501.351
L’aumento dei costi per sviluppo traffico aeroportuale rispetto all’esercizio precedente è dovuto all’incremento traffico da parte della compagnia Ryan Air e Wizz Air.
__________________________________


Da un semplice calcolo si deduce che la media del contributo elargita dalla società AERTRE alle compagnie "low cost" varia da € 2,00 a € 2,20 a passeggero, riportiamo una semplice tabella riassuntiva:



CONTRIBUTI A COMPAGNIE “LOW – COST
TRAFFICO AERONAUTICO CIVILE

ANNO
IMPORTO CONTRIBUTO INCREMENTO TRAFFICO
NUMERO PASSEGGERI
QUOTA CONTRIBUTO / PASSEGGERO
2013
4.296.960
2.169.887
2,0
2014
4.961.424
2.243.593
2,2
2015
5.233.527 *
2.378.876
2,2 *
2016
5.777.998
2.630.312
2,2
2017
6.647.858
3.011.201
2,2
2018
7.156.444
3.304.681
2,2


*Dati presunti.


Ovviamente la società AERTRE è libera di contribuire quanto desidera alle compagnie "low cost", ma è chiaro che tali compagnie avranno tutto l'interesse ad aumentare il più possibile il numero di passeggeri che fanno scalo all'aeroporto Canova, ma il nostro territorio e i Cittadini esposti possono sopportare questo aumento esponenziale che già ora ha superato il limite massimo che il gestore si era prefissato per il 2030 ?! 


Il Comitato si chiede:
vale la pena continuare a fare gli interessi di tali compagnie, che oltretutto neanche risiedono in Italia,  martoriando il territorio e rendendo la popolazione esposta ai disagi, ormai al limite della sopportazione, provocati dalle movimentazioni aeronautiche da e per l'aeroporto Canova?

Mentre le compagnie "low cost" godono dei contributi di AERTRE, la stessa società e le
Istituzioni non si preoccupano invece di rispettare la
popolazione esposta alle attività del Canova?
Che qualità di vita viene riservata a questi Cittadini,
evidentemente considerati di serie B?

Il Comitato ribadisce che la priorità per i Cittadini
rimane la SALUTE, la SICUREZZA e la TUTELA
DELL'AMBIENTE; tutto il resto rimane facile
marketing che fa solo l'interesse dei soliti noti.



                                                                                                    Il segretario Andrea Zoggia

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martedì 28 gennaio 2020

ECOLOGIA, OCCUPAZIONE, LEGALITA'

   ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE - CODICE CLASSIFICAZIONE: n° PS/TV0198

    "COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI TREVISO"


 Quinto di Treviso, 28 gennaio 2020



ECOLOGIA, OCCUPAZIONE, LEGALITA’
AEROPORTO DI TREVISO E RETE NATURA 2000 A CONFRONTO
SINDACATI E PADRONI, UNITI NELLA LOBBY SVILUPPISTA?

I sindacati confederali, in sintonia con SAVE – AERTRE e le aziende di settore, stanno esercitando una pressione sistematica a favore del piano di espansione aeroportuale, in nome dell’occupazione e della crescita economica, mettendo in disparte qualsiasi altra motivazione.

La protesta dei sindacati (settore trasporti, ma non solo) e delle aziende interessate nasce dal fatto che il Ministro dell’Ambiente non ha approvato l’ultimo progetto di sviluppo
aeroportuale presentato da SAVE, e ha chiesto alla competente Commissione VIA Nazionale, di nuova nomina, di approfondire l’argomento, non ritenendo sufficiente il parere positivo della decaduta Commissione VIA preesistente, espresso a debole maggioranza, con numerose assenze e con vari pareri contrari; parere espresso in extremis, poiché la vecchia Commissione VIA era ormai in fase di avanzata disinstallazione, essendo già stata

pesantemente delegittimata dalla Corte dei Conti, che ne aveva chiesto la sostituzione (1).

I sindacati, invece di apprezzare il tentativo di ripristinare la legalità, e con essa una
valutazione ambientale seria e decorosa, si scagliano contro il Ministero dell’Ambiente, ma anche contro i cittadini che hanno manifestato la loro forte preoccupazione per un aeroporto collocato in un contesto totalmente inadatto, essendo circondato troppo da vicino da aree fittamente abitate e confinando con il fiume Sile e le aree protette (Parco del Sile, Rete Natura 2000).
 

OCCUPAZIONE ED ECONOMIA: IL VALORE TRASCURATO DEGLI ECOSISTEMI 
E DI RETE NATURA 2000

I sindacati cercano di giustificare la loro protesta appellandosi all’occupazione e alle esigenze economiche, tralasciando tutto il resto e qualsiasi ipotesi alternativa. Eppure, con uno studio ad hoc fonti IUAV avevano già segnalato l’opportunità, se non la necessità, di spostare, ripensare o smantellare un aeroporto divenuto pericoloso per la cittadinanza e per
l’ambiente (2)
; si darebbero così le condizioni per promuovere in sua vece un ampio progetto di rinaturalizzazione, adatto ad un’area con enormi potenzialità ecologiche, a ridosso del Sile, un fiume di risorgiva tra i più importanti in Europa, che costituisce un gioiello ambientale da salvaguardare e non da degradare.


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1 https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/bandi/DM_274_18_09_2018.pdf .
2 Laura Cipriani, Rethinking Treviso Airport Urbanism: Landscape design strategies from now on -
INTRODUCTION
, Aracne 2014. L’autrice pone alcune domande fondamentali: come viene modificato il
paesaggio con il trasporto aereo? Il paesaggio e le infrastrutture aeroportuali possono essere integrati
secondo criteri ecologici? Come può un aeroporto essere integrato nel contesto locale? Ma
l’interrogativo più rilevante potrebbe essere questo: in un prossimo futuro, come potrebbe essere
"riciclata" l'infrastruttura aeroportuale in disuso? Un quesito che si può rivolgere, nello specifico,
anche all’aeroporto trevigiano, sostanzialmente incompatibile con il contesto urbano ed ambientale, e
quindi a rigor di logica destinato alla chiusura.

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Sembra che ai sindacati ed ai padroni dell’aeroporto non interessi l’ecologia, ma solo
l’occupazione e l’economia: ma anche da questo punto di vista i loro calcoli sono errati, non

essendo all’altezza degli aggiornamenti e degli studi in materia.

Secondo la stessa Commissione Europea, la promozione delle aree protette ed i relativi
progetti di rinaturalizzazione garantiscono non solo il maggior benessere fisico e spirituale
delle popolazioni locali, ma anche elevati livelli occupazionali, come mostra l’apposito Report sul legame tra Natura 2000 e posti di lavoro (Natura 2000 and Jobs: Scoping Study) (3): stiamo
parlando di svariati milioni di posti di lavoro (4) in Europa a tutt’oggi (5)

, che verrebbero ulteriormente implementati e di molto, se Stato, Regioni e autorità locali si impegnassero seriamente nella valorizzazione e nell’espansione delle aree protette, come sarebbe loro dovere, invece di disinteressarsene come avviene anche da noi (più che altrove).

Basti pensare che i cittadini non conoscono nemmeno l’esistenza di Rete Natura 2000 (6)
; lungo il Sile non vi è neppure una cartellonistica minimale che ne segnali la presenza e i confini. Un’area teoricamente protetta e di grande pregio naturalistico risulta ignota agli abitanti, e ignorata dagli amministratori che dovrebbero farsene carico; ciò vale anche per un sindacalismo antiquato, appeso a schemi ottocenteschi, che crede di occuparsi di questioni più concrete e importanti, non sapendo che i progetti di conservazione e rinaturalizzazione garantiscono, tra l’altro, anche molti posti di lavoro e di migliore qualità, e nello stesso tempo migliorano gli ecosistemi e la biodiversità: in una parola, garantiscono prosperità senza passare per una crescita irresponsabile (7), antiecologica e perfino antieconomica.

.
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3 Mutafoglu K., ten Brink, P., Schweitzer J-P., Underwood E., Tucker G., Russi D., Howe M.,
MaréchalA.,Olmeda C., Pantzar M., Gionfra, S. and Kettunen M. (2016)Natura 2000 and Jobs: Scoping
Study.Brussels. April 2017
https://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/pdf/Natura2000_and_jobs_main%20report.pd
f

4
“Circa 4,4 milioni di posti di lavoro in Europa dipendono direttamente dal funzionamento degli
ecosistemi. Un nuovo studio pubblicato dalla Commissione esplora lo stato delle conoscenze esistenti
sul livello e sul tipo di lavori legati alla rete Natura 2000” (Notiziario natura e biodiversità - Natura
2000
n. 42, luglio 2017, pubblicazione a cura della DG Ambiente - Commissione Europea).
5
“In Europa, circa 4,4 milioni di posti di lavoro e 405 miliardi di EUR di fatturato annuo dipendono
direttamente dal mantenimento di ecosistemi sani. Una buona parte di tali ecosistemi rientra nei siti
Natura 2000.Sebbene tali cifre rappresentino solamente una prima stima, i risultati preliminari
evidenziano già che i benefici economici derivanti dalla rete Natura 2000 sono molto positivi rispetto ai
costi sostenuti per la gestione e la protezione di questa importante risorsa. Si stima che tali costi
ammontino a circa 5,8 miliardi di EUR l’anno, cifra che equivale a una minima parte del valore
potenziale offerto alla società” (I benefici economici di Rete Natura 2000 – Scheda informativa a cura
della Commissione Europea, 2013).
6
“ll 78% dei cittadini europei non ne ha mai sentito parlare. Ma solo in Italia ne fanno parte oltre 3
mila siti [...]. Peccato che la ricerca Flash Eurobarometer abbia certificato che quasi nessuno la conosce.
E non solo in Italia, visto che l’indagine segnala che il 78% dei cittadini europei non ha mai nemmeno
sentito parlare di Natura 2000”: così sintetizza la giornalista Carlotta Clerici (Corriere della sera)
nell’articolo intitolato Natura 2000, la rete Ue di aree protette che nessuno conosce (18 ottobre 2012
– modifica 22 ottobre 2012).

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COSA DICONO LE FONTI SCIENTIFICHE PIU’ AUTOREVOLI


Quanto sopra viene evidenziato chiaramente negli studi di settore più avanzati: uno per tutti, lo studio Balmford (un’autorità in materia a livello internazionale). Tale studio (8), ampiamente citato e ripreso, mostra che, in sintesi, è molto più conveniente investire nella conservazione (piuttosto che degradare gli ecosistemi in nome della crescita), poiché il rapporto costi – benefici è di circa 1:100! Tali risultanze sono sostanzialmente in linea con lo studio Costanza (9), il quale evidenzia che bastano 17 servizi ecosistemici per superare di gran lunga il valore del PIL mondiale! Si potrebbero citare molti altri studi analoghi: qui ci limiteremo a segnalare in modo cursorio due importanti progetti di ricerca istituzionali, MEA10 e TEEB11, che vanno anch’essi nella stessa direzione.

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7 “tutti i dati finora rilevati indicano che una rete Natura 2000 ben gestita sarà in grado di garantire
benefici di gran lunga superiori ai costi sostenuti per il suo mantenimento. Pertanto investire nella rete
Natura 2000 non solo è sensato dal punto di vista economico, ma costituisce anche un vantaggio reale
in termini di rapporto costi-benefici alla luce dell’ampia gamma di servizi ecosistemici offerti. Tuttavia,
il valore economico di tali servizi deve adeguatamente rispecchiarsi nei sistemi decisionali e contabili
della società, affinché tali servizi possano essere seriamente presi in considerazione” (I benefici

economici di Rete Natura 2000 – Scheda informativa a cura della Commissione Europea, 2013).

8 Balmford A, Bruner A, Cooper P, Costanza R, Farber S, Green RE, Jenkins M, Jefferiss P, Jessamy V,
Madden J, Munro K, Myers N, Naeem S, Paavola J, Rayment M, Rosendo S, Roughgarden J, Trumper K,
Turner RK, Economic reasons for conserving wild nature, Science 297, 950 - 953 (2002).

9 Costanza, R. The value of the world's ecosystem services and natural capital. Nature 387, 253 - 260
(1997).

10 Il Millennium Ecosystem Assessment (MEA), è un grande progetto di ricerca internazionale attivato
nel 2001 e terminato nel 2005, con la partecipazione di 1.360 esperti mondiali. I risultati della ricerca
sono depositati in cinque volumi tecnici e varie relazioni di sintesi, di cui una disponibile anche in lingua
italiana. Come suggerisce il nome del progetto, esso è dedicato alla valutazione dello stato degli
ecosistemi e dei relativi servizi, i quali si trovano in una fase di degrado accelerato, a causa della
crescente antropizzazione e dell’espansione incontrollata e aggressiva delle attività economiche e delle
relative infrastrutture. Il messaggio di fondo non lascia dubbi: bisogna mettere al primo posto la
protezione degli ecosistemi ed il loro ripristino qualora degradati
, poiché essi costituiscono la base
insostituibile che sorregge la rete della vita planetaria.

11 The Economics of Ecosystems and Biodiversity (TEEB): si tratta di uno studio voluto dalla
Commissione Europea, su iniziativa di Stavros Dimas (all’epoca Commissario per l’Ambiente) e di
Sigmar Gabriel (all’epoca Ministro per l’Ambiente della Germania), ed affidato ad esperti di levatura
internazionale coordinati da Pavan Sukhdev. Ad esso hanno contribuito, a vario titolo, ricercatori e
consulenti provenienti da ogni parte del mondo. In sintonia con il precedente MEA, la ricerca verte sui
benefici non solo biologici, ma anche economici della biodiversità; correlativamente mette a fuoco i
crescenti costi economici connessi alla perdita di biodiversità ed al degrado degli ecosistemi, spesso
dovuti proprio ad iniziative economiche sconsiderate
. In questo contesto, vengono evidenziati i limiti
intrinseci del PIL, un indicatore economico da oltrepassare, in quanto incapace di misurare
realisticamente il benessere o meno delle popolazioni.

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Le applicazioni su scala locale degli orientamenti generali forniti da tali studi sono intuibili:
risulta che la prosperità reale è in conflitto con l’espansione aeroportuale immaginata da
SAVE, sindacati confederali e vecchia commissione VIA; questi ultimi sono portatori di un
punto di vista ristretto e arretrato, che considera solo o principalmente i benefici economici

connessi al business di SAVE, AERTRE, RYANAIR e alcune aziende collegate. 
Esaltano tali benefici in modo unilaterale, come se tutto il resto non esistesse, e confondono i profitti di pochi con il benessere di tutti, schiacciando legalità, salute e ambiente. Ormai la maggioranza dei cittadini europei detesta questo modo irrazionale e controproducente di imporre business e pseudo sviluppo economico, a danno della salute pubblica e dei contesti naturali (12).




UN’ATTIVITA’ ANTIECOLOGICA E ANTIECONOMICA

Per affrontare in modo costruttivo i problemi odierni abbiamo bisogno di una visione molto più ampia e inclusiva, in grado di tenere insieme questi vari aspetti, invece di calpestarli: alla luce di una valutazione multifattoriale, risulta che lo sviluppo aeroportuale a Treviso è un pessimo affare per la collettività nel suo insieme, e su tutti i versanti, nessuno escluso, compreso quello socioeconomico. 

Infatti i sostenitori dello sviluppo aeroportuale, invece di elaborare una doverosa Analisi Costi Benefici (ACB) globale, considerano solo i benefici economici relativi ad una minoranza, e dimenticano totalmente i costi ambientali, sociali e financo economici: solo sulla base di queste imperdonabili e macroscopiche omissioni, essi possono affermare che l’aeroporto apporta valore aggiunto. 

In realtà, è molto di più il valore che viene sottratto in termini di costi ambientali, sociali e sanitari; in aggiunta, bisogna includere nella ACB globale il peso dei sussidi nascosti (spesso occultati come accordi commerciali di co-marketing) (13), il carburante esentasse, i biglietti extranazionali esenti da IVA (14), i contributi per mitigare i prezzi dei biglietti e gonfiare i voli low cost, la minimizzazione dell’impatto ambientale e climatico dei voli aerei... 

Per farla breve, siamo al cospetto di un settore fortemente antiecologico e perfino antieconomico, che invece di apportare valore aggiunto si regge grazie agli


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12  Secondo l’ultima indagine voluta dalla Commissione Europea sull’opinione dei cittadini verso la
natura e la biodiversità, pubblicata nel maggio 2019 “la maggior parte degli intervistati non è disposta
ad accettare danni alla natura in cambio di sviluppo economico: quasi la metà degli intervistati ritiene
che tale tipo di sviluppo dovrebbe essere vietato, perché si tratta delle aree naturali più importanti”
(Notiziario natura e biodiversità – Natura 2000, n. 46, agosto 2019, a cura della DG Ambiente –
Commissione Europea).
13 Numerose le inchieste in merito, di cui si parla troppo poco: alcuni riferimenti in questo servizio di
Panorama, che riguarda Ryanair https://www.panorama.it/economia/ryanair-rotte-truccate/ . Dati
più recenti in questo articolo (7 agosto 2019) intitolato Maxi sanzione a Ryanair: il co-marketing è
illegittimo
https://www.fronteampio.it/maxi-sanzione-a-ryanair-il-co-marketing-e-illegittimo/ .
14 Vedi per esempio https://fullfact.org/factchecks/airline_industry_subsidies_green_taxes-3256 : lo
studio, riferito alla Gran Bretagna, indica un risparmio, o meglio un sussidio occulto, superiore ai 10
miliardi di sterline per l’industria aeronautica, all’anno, accorpando le esenzioni dall’IVA sui biglietti e
le esenzioni dalle tasse sui carburanti!

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innumerevoli sostegni e agevolazioni di cui gode (15), ai limiti della legalità (16) e talvolta ben oltre questi limiti.





INCOMPATIBILITA’ CON RETE NATURA 2000

La disinvoltura con cui vengono oltrepassati detti limiti, trova una spiegazione (ma non certo una giustificazione) nell’impreparazione degli amministratori pubblici, nella mancanza di informazione e nel più generale degrado della giustizia e dei legami civili, fattori molto negativi che affliggono la nostra società in questa fase storica di declino. 
A questo riguardo, il dato più scandaloso riguarda proprio la presenza delle attività aeroportuali nelle aree protette di Rete Natura 2000, violando
sistematicamente le normative nazionali e comunitarie (17), nell’indifferenza della magistratura e delle istituzioni locali di riferimento. 

Arrivati a questo punto, hanno fatto benissimo i residenti più sensibili a inoltrare un’apposita denuncia, ben documentata, presso la Commissione Europea, la quale ha già avuto modo, in precedenza, di constatare e censurare l’incapacità operativa dei decisori e delle nostre autorità (18), prospettando apposite sanzioni, se non interviene una correzione radicale dei comportamenti istituzionali.


 ASSOCIAZIONE ECO-FILOSOFICA
 www.filosofiatv.org

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15 Sull’argomento, vedi anche questo articolo di The Guardian: Airlines do not pay their fair share .
https://www.theguardian.com/business/2011/sep/02/airlines-pay-fair-share .
16 Contro alcune sovvenzioni esplicite od occulte, è intervenuta anche la Corte dei Conti europea,
denunciando il carattere antieconomico di certe operazioni alquanto discutibili, se non illegali:

http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/lunione-europea-finanzia-aeroporti-
fantasma/ .

17 Merita ricordare che la Corte di Giustizia europea del 7 settembre 2004 (C-127/02, punto n. 41), ha
puntualizzato che la tutela dei siti di Natura 2000 va applicata non solo contro il progetto che
“pregiudica significativamente il sito interessato”, ma perfino nel caso in cui vi sia la “semplice
probabilità che un tale effetto sia inerente a detto piano o progetto”. Si tratta cioè di applicare anche
in questi contesti il principio di precauzione.
18 “Nel nostro Paese ci sono centinaia di siti “Natura 2000” per difendere specie rare o a rischio
estinzione. Ma la loro tutela, affidata agli enti locali, è spesso un optional [...]. C'è tutto un
campionario di pressappochismo, inefficienze e sostanziale indifferenza nelle accuse rivolte all'Italia
dalla Commissione europea, che nei mesi scorsi ha aperto un'inchiesta sul mancato rispetto delle aree
protette. Un carteggio che va avanti dall'estate fra Roma e Bruxelles e che ha avuto una svolta nei
giorni scorsi, quando a Palazzo Chigi è arrivata una richiesta di informazioni supplementari. Con una
serie di prescrizioni (21 in tutto) ben precise: in caso contrario, nei confronti del nostro Paese sarà
aperta l'ennesima procedura di infrazione (attualmente siamo a quota 93)”: così scriveva
nell’Espresso il giornalista Paolo Fantauzzi, nell’articolo intitolato Ambiente, la Ue bacchetta l'Italia:
"Aree protette a rischio, fermate il degrado"
(4 maggio 2015).



                                                                                                             IL COMITATO


                                            
.
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mercoledì 15 gennaio 2020

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Quinto di Treviso 15 gennaio 2020


RECENTI NOTIZIE DI STAMPA LOCALE
Articolo “La Tribuna” 06 gennaio 2020
PASSEGGERI IN CALO AL CANOVA “COSI’ RISCHIAMO DI PERDERLO
Calano i passeggeri del Canova e non succedeva da diversi anni
Passeggeri / Movimenti aeronautici annuali - aeroporto di Treviso
(fonte: Assaeroporti = Associazione Italiana Gestori Aeroporti)
Anno Tot. Movimenti Movimenti/gg Totale Passeggeri
2018  movimenti: 22.911, movimenti al giorno: 63, passeggeri :3.308.955
2019 novembre (334 gg)  movimenti:22.303 movimenti al giorno: 67, passeggeri:3.017.041

Confrontando i consuntivi dell’anno 2018 con il consuntivo del mese di novembre dell’anno 2019, non si evince una riduzione del numero di passeggeri in transito presso l’infrastruttura aeroportuale trevigiana, né tantomeno in numero di movimentazioni aeronautiche.; entrambi i dati, a fine anno 2019 dovrebbero superare quelli consuntivati nell’anno 2018!

Articolo “Corriere del Veneto” 11 gennaio 2020
I LAVORATORI INSORGONO: «SALVATE L’AEROPORTO»
550 firme per i sindaci
...«no» al ridimensionamento dell’infrastruttura che comporterebbe, senza girarci attorno, un calo occupazionale”.
...spiegano i sindacati: «Priorità deve essere la tutela e garanzia della salute pubblica e dell’ambiente, una programmazione di crescita infrastrutturale, viaria e urbanistica che rispetti tali principi e ne faccia da bussola»”.
...affermano i sindacati: «Al fronte che vorrebbe vedere chiuso l’aeroporto ricordiamo che dà lavoro a un migliaio di persone e la ricaduta diretta sull’occuppazione sarebbe disastrosa. Questa infrastruttura per il capoluogo e le imprese del nostro territorio è fondamentale e va difesa perché garantisce a cittadini e aziende una mobilità che lo stop del masterplan rischia di bloccare. .... Lanciamo un messaggio alle istituzioni per dimostrare concretamente che questo scalo è fondamentale: la voce di centinaia di lavoratori e lavoratrici ha il diritto di essere ascoltata e presa in considerazione.

Il Comitato ha inoltrato un ESPOSTO alla Procura della Repubblica di Treviso in data 01 dicembre 2016, corroborato dalla presentazione di firme di Residenti superiori alle mille unità, in cui è stato trattato:

I sindacati dovrebbero spiegare come conciliare la tutela e la garanzia della SALUTE PUBBLICA e dell’AMBIENTE, dimenticandosi della SICUREZZA, con la programmazione di crescita infrastrutturale in un contesto in cui l’infrastruttura aeroportuale, ambientalmente inquinante e assolutamente incompatibile con un territorio estremamente antropizzato e, tra l’altro, a diretto contatto con un habitat naturale richiedente assoluta tutela.
Oltretutto, nel territorio di riferimento si riscontra la presenza di tre aeroporti in 30 km lineari, contravvenendo alla Normativa europea che richiede distanze enormemente più rilevanti tra le stesse infrastrutture, incrementate in presenza di collegamenti ferroviari ad alta velocità.
La Corte Costituzionale ha sentenziato:
SULLA VITA NON SI MERCANTEGGIANON C’E’ CONTRAPPOSIZIONE TRA DIRITTO ALLA SALUTE E DIRITTO AL LAVORO PERCHE’ QUEST’ULTIMO PRESUPPONE CHE IL LAVORO DEBBA ESSERE RISPETTOSO DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA :
SALUTESICUREZZADIGNITA’ UMANA”.
I Residenti oltre che essere costretti a sopportare condizioni di vita immeritevoli ed ingiustificabili, con pesante coinvolgimento anche sotto l’aspetto economico causato da perdita dei valori immobiliari, vengono pure accusati di causare perdite di posti di lavoro: INCREDIBILE: OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA!!!!!!!

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In riferimento alle problematiche evidenziate, il Comitato coglie l’occasione per proporre alcune sommarie CONSIDERAZIONI:
I Rappresentanti della Camera di Commercio e dei Sindacati propongono un incessante incremento dell’attività aeronautica, riconoscendo comunque la saturazione delle vie di accesso che rappresenta uno dei problemi, dei parcheggi, dell’aerostazione ma non si curano minimamente dei disagi imposti ai Residenti; Save-AerTre perlomeno ribadisce quello che ha recentemente sostenuto: l’infrastruttura ha raggiunto il limite massimo di operatività; basta aggiungere però alcuni piccoli dettagli: ha incrementato l’attività senza ottemperare la gradualità temporale proposta nello Strumento di ottimizzazione e pianificazione al 2030, emesso in data aprile 2017 e senza aver MAI ottenuto l’AUTORIZZAZIONE da parte delle Autorità pertinenti.


L’unico provvedimento direttoriale autorizzativo a riguardo, è stato emesso dalla Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente nel Parere interlocutorio negativo datato 14 maggio 2007 con prot. DSA-DEC-2007-0000398 con mitigazioni e compensazioni, in cui in Direttore Generale ingiungeva:
Tale ingiunzione è rimasta nella memoria come “le ultime parole famose” e mai attuata a seguito del mancato rispetto che si è protratto incessantemente e ininterrottamente nei più di 12 anni trascorsi.
Entrando in qualche piccolo dettaglio, successivamente l’Autorità segnalata ha emesso tre Pareri negativi negli anni a seguire 2013-2014 con mitigazioni/compensazioni, in riferimento alla faraonica proposta di incremento attività inoltrata da ENAC/AerTre nell’anno 2012 con il Master plan 2010-2030 (35.983 movimenti/anno – 4,3 ML passeggeri), poi ritirata.
Gli stessi proponenti nell’anno 2017 hanno ripresentato un’ulteriore proposta di incremento, basata su n. 22.499 (chissà perché non 22.500!) movimenti annui e con il corrispondente 3,2 ML passeggeri, come previsto dallo scenario max del Piano Nazionale Aeroporti, con un graduale incremento sino al soddisfacimento della proposta nell’anno 2029.
Nella realtà, in tutto questo lasso di tempo il gestore ha incrementato impunemente la sua attività, soddisfacendo qualsiasi esigenza di mercato, SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE ed addirittura superando il limite che lo stesso gestore ha proposto nei consuntivi d’anno 2018 – 2019!!!!
NONOSTANTE QUESTO, C’È CHI PROPONE UN ULTERIORE SVILUPPO DELL’ATTIVITÀ PER LA SOPRAVVIVENZA DELLO SCALO!!!
Da tenere in considerazione che la Commissione Tecnica VIA-VAS nazionale, con sorpresa ha emesso in data 29 marzo 2019 un Parere positivo accettando l’ultima proposta di incremento attività aeronautica presso l’aeroporto di Treviso, pur con n. 10 prescrizioni e compensazioni.
A seguito ritardata presentazione del parere non vincolante della Commissione Tecnica VIA regionale e delle ulteriori osservazioni presentate dal Comitato, la Direzione Generale di Valutazioni Ambientale ha chiesto chiarimenti ed aggiornamenti con la conseguente emissione di un ulteriore Parere integrativo positivo in data 02 agosto 2019, abbinato a n. 13 mitigazioni e compensazioni.
Una domanda che sorge spontanea è la seguente: QUALE NUOVA MOTIVAZIONE HA INDOTTO LA COMMISSIONE TECNICA DI VALUTAZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE NAZIONALE A SOVVERTIRE I PARERI EMESSI IN PRECEDENZA DALLA STESSA COMMISSIONE?
IL COMITATO FA PRESENTE CHE L’UNICA VARIAZIONE RISULTANTE NEGLI ANNI È ESCLUSIVAMENTE RAPPRESENTATA DALL’INCREMENTO DELL’ATTIVITÀ AEROPORTUALE!!!!! NON È MAI STATA ATTUATA ALCUNA OPERA DI MITIGAZIONE/CONSERVAZIONE.


PER L’ATTUAZIONE DI TALE OPERE, CHE NON RISOLVONO LE PROBLEMATICHE AMBIENTALI E CHE NELL’ULTIMO PARERE RISULTANO CON SCADENZE INCONCEPIBILI, IL GESTORE ATTENDE L’AVALLO DEFINITIVO DA PARTE DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE MENTRE NE FA VOLENTIERI A MENO PER SODDISFARE LE PROPRIE ESIGENZE OPERATIVE!

Altro ulteriore dettaglio: i Decreti di nomina della Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale VIA e VAS nazionale: n. 45 del 16 febbraio 2018 e n. 49 del 22 febbraio 2018, emessi dal precedente Ministro dell’Ambiente On. Galletti, sono stati annullati d’ufficio dall’attuale Ministro dell’Ambiente Costa con Decreto n. 0000274 del 18 settembre 2018 con esplicita dichiarazione:
«L’annullamento dei suddetti decreti comporta l’automatica caducazione (perdita di efficacia degli atti giuridici) degli atti consequenziali».
PER QUALE ARCANO MOTIVO LA COMMISSIONE E’ STATA AUTORIZZATA AD EMETTERE ULTERIORI PARERI?
Ulteriore ragguaglio: è bene tener presente che il D. Lgs. n.104/2017: Norme in materia ambientale, in merito alle finalità delle procedure di VIA segnala:
la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un miglior ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione degli ecosistemi in quanto risorse essenziali per la vita. A questo scopo essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ciascun caso particolare e secondo le disposizioni del presente decreto, gli impatti ambientali di un progetto:
impatti ambientali: effetti significativi, diretti e indiretti, di un piano, di un programma o di un progetto, sui seguenti fattori:
popolazione e salute umana;
biodiversità, con particolare attenzione alle specie e agli habitat protetti in virtù della direttiva 92/43/CEE e della direttiva 2009/147/CE;
territorio, suolo, acqua, aria e clima;
beni materiali, patrimonio culturale, paesaggio;
interazione tra i fattori sopra elencati;

AGGIORNAMENTO
Il D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 104 ha disposto (con l'art. 23, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto si applicano ai procedimenti di verifica di assoggettabilità a VIA e ai procedimenti di VIA avviati dal 16 maggio 2017". Ha inoltre disposto (con l'art. 23, comma 2) che "I procedimenti di verifica di assoggettabilità a VIA pendenti alla data del 16 maggio 2017, nonché' i procedimenti di VIA per i progetti per i quali alla medesima data risulti avviata la fase di consultazione di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ovvero sia stata presentata l'istanza di cui all'articolo 23 del medesimo decreto legislativo, restano disciplinati dalla normativa previgente".



VALUTAZIONI E AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI: VAS - VIA - AIA
Opera: Aeroporto di Treviso
Progetto: Aeroporto di Treviso - Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030


Descrizione: Il progetto prevede l'adeguamento infrastrutturale del sedime aeroportuale mediante la manutenzione della pista, la realizzazione di una nuova torre di controllo, gli adeguamenti delle aree RESA, la realizzazione di nuovo deposito carburanti e della caserma dei vigili del fuoco, l'ampliamento terminal passeggeri ed interventi viabilità e sulle aree di parcheggio.
Proponente: ENAC - Ente Nazionale per l'Aviazione Civile
Tipologia di opera: Aeroporti
Data avvio istruttoria tecnica: 18/05/2017
18/05/2017


Dalla pubblicazione ufficiale degli AVVISI AL PUBBLICO, risulta:
31 marzo 2018


25 ottobre 2018
Il Direttore Centrale Vigilanza Tecnica
Dr. Roberto Vergari
quindi la data di avvio dell’istruttoria tecnica della procedura di Valutazione di Impatto Ambentale risulta in data 18 maggio 2017, pertanto in obbligo di recepimento del suddetto Decreto Legislativo.
NON RISULTA CHE LE DISPOSIZIONI PREVISTE SIANO STATE RECEPITE NÉ DALLO STRUMENTO DI OTTIMIZZAZIONE E PIANIFICAZIONE AL 2030 NÉ DAI PARERI POSITIVI DELLA COMMISSIONE TECNICA DI VALUTAZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE VIA-VAS NAZIONALE: n. 2978 del 29 MARZO 2019 – n. 3096 del 02 AGOSTO 2019.
NESSUNA AUTORITA’ PREPOSTA SI FA CARICO DI PROBLEMATICHE CHE DEVONO RISULTARE PRIORITARIE PER I RESIDENTI NELL’INTORNO DEL SEDIME AEROPORTUALE:
SICUREZZA – SALUTE – QUALITA’ di VITA.
SICUREZZA: - il Piano di Rischio individua le aree in cui è possibile il coinvolgimento da parte di incidenti aeronautici, in cui deve essere prevista l’assenza di punti ad elevato affollamento; nella realtà, in tali aree è ricadente l’intero centro abitato di Quinto di Treviso, oltre ai quartieri Sud della città di Treviso ed il centro città sino alla chiesa di S. Nicolò;
  • le movimentazioni più pericolose (parte finale atterraggi/parte iniziale decolli) vengono effettuate a diretto contatto con i Residenti in sorvolo e in affiancamento di abitazioni ubicate a brevissima distanza, causa inadeguatezza del sedime aeroportuale.
SALUTE: l’estrema vicinanza degli aeromobili in movimento provoca un evidente ed accentuato inquinamento ambientale acustico ed atmosferico, oltre alla ingiustificata presenza di abitazioni risultanti a poche decine di metri in entrambe le testate di pista.
Sono stati sempre segnalati i ripetuti richiami emessi dall’ASSOCIAZIONE MEDICI PER L’AMBIENTE - ISDE ITALIA:


«Le popolazioni che vivono in prossimità di aeroporti pagano pertanto in termini di riduzione della qualità della vita, di malattie e cause di morte correlate anche a questa particolare forma d'inquinamento il prezzo più alto di scelte che hanno spesso messo al primo posto solo il profitto di pochi invece che la salute dei cittadini e in particolare quella dei bambini»
«Le persone che vivono in prossimità di scali aeroportuali e i lavoratori delle strutture aeroportuali sono costretti a subire oltre agli effetti dell’inquinamento dell’aria anche quelli dell’inquinamento acustico con conseguenze importanti sulla salute e lo stato psicofisico»
e la situazione trevigiana è ancor più aggravata dalla ristrettezza del sedime aeroportuale che scarica tutte le negative conseguenze ambientali sul territorio circostante estremamente antropizzato.
                                       QUALITA’ di VITA: indegna in un paese civile.

In riferimento agli impegni di provvedere al mantenimento della specie alla conservazione della capacità di riproduzione degli ecosistemi in quanto risorse essenziali per la vita, inseriti all’interno degli impatti ambientali per la biodiversità, il Sito di Importanza Comunitaria ubicato a ridosso della pista dell’aeroporto Canova di Treviso e inserito nel Parco Naturale Regionale del Fiume Sile: Rete Natura 2000 - Fiume Sile dalle Sorgenti a Treviso Ovest (IT 3240028), classificato dalla Commissione Europea Zona di Protezione Speciale e successivamente «Zona Speciale di Conservazione», necessita dell’ASSOLUTA applicazione di misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino degli “habitat” naturali e delle popolazioni delle specie per cui il Sito è stato designato, in presenza tra l’altro di allevamenti ittici in area proibita.
Riscontrando la mancata applicazione di tali misure, il Comitato ha provveduto a presentare una specifica DENUNCIA alla “COMMISSIONE EUROPEA”.

Nelle ultime Osservazioni inoltrate direttamente al Ministro dell’Ambiente, tra l’altro il Comitato ha segnalato la mancata totale presa in considerazione della Valutazione di Impatto Sanitario, obbligatoria per la VIA nazionale, che deve essere espletata dall’Istituto Superiore di Sanità, l’unico legittimato ad esprimere giudizi sanitari, onde assicurare una doverosa garanzia per i Residenti.
Il Comitato dà atto al Ministro di aver recepito il messaggio con conseguente coinvolgimento della nuova Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale VIA-VAS nazionale, con l’auspicio di una attenta ed adeguata rivalutazione di tutte le problematiche.

L’OPERATIVITÀ DELL’AEROPORTO DI TREVISO FORNISCE SPECIFICITÀ, PERICOLOSITÀ E PRECARIETÀ AMBIENTALE, IN UN CONTESTO UNICO TRA TUTTI GLI AEROPORTI ITALIANI, CAUSA RAPPORTO MOLTO RAVVICINATO TRA LE MOVIMENTAZIONI PIÙ PERICOLOSE E I LOCALI RESIDENTI.
                         Presidente Comitato aeroporto TV
                                    Giulio Corradetti


 "e-mail": comitatoaeroportotv@gmail.com - "posta certicata": comitatoaeroportotv@pec.it