lunedì 22 ottobre 2012

SULLA SICUREZZA AERONAUTICA

I tagli e le capitozzature della vegetazione limitrofa o vicina all'aeroporto di Treviso “Antonio Canova” richiesti da Aertre/Enac sono stati giustificati ai fini della sicurezza aeronautica. Ma perché viene richiesto solo ora questo intervento, mai dichiarato in nessun documento presentato ai fini della procedura di valutazione d'impatto ambientale?
Il buon senso fa scartare l'ipotesi che si tratti di una carenza d'origine perché altrimenti significherebbe che in tutti questi anni la sicurezza aeronautica è stata messa in pericolo.
La risposta si ottiene per via deduttiva. Proprio in un articolo sulla Tribuna di Treviso del 18 ottobre 2012 si legge: “Ci hanno chiesto l'autorizzazione per l'intervento per ragioni legate alla sicurezza dell'area, per questioni tecniche dovute, ad esempio, alla presenza di strumenti di avvicinamento in quella zona” spiega il presidente del Parco Fulvio Pettenà.

Ecco entrare di scena l'ILS (sistema di atterraggio strumentale) che si suddivide, in base alla funzionalità operativa relativamente alle condizioni di visibilità (nebbia), con un grado di efficienza a salire dalla categoria I alla IIIC.

http://3.bp.blogspot.com/-wJdCzYthj0E/TcwM2QT3DfI/AAAAAAAABF0/w1IOJqFWyWY/s1600/ILS.gif
Il “Canova” vuole passare dalla categoria I alla categoria II e questo comporta variazioni nelle caratteristiche della zona libera da ostacoli (vedere Enac, Regolamento per la Costruzione e l'Esercizio degli Aeroporti) nonché nella qualità del segnale emesso dalle apparecchiature a sua volta legato alla disponibilità di assenza di ostacoli nell'intorno.
Pure le variazioni nel volume e tipo di traffico aereo e delle rotte di decollo incidono sulla valutazione di cosa può diventare un ostacolo.
Queste brevi considerazioni servono solamente per arrivare al punto fondamentale del ragionamento e conviene utilizzare un paragone per capire bene la questione.
Una strada urbana è sicura con il limite di 50 km/h ma se improvvisamente la si vuole percorrere come se fosse una extraurbana con il limite di 70 o 90 Km/h ecco allora che per renderla sicura occorre fare dello spazio nell'intorno.
Non è però scritto in nessun comandamento che la strada debba trasformarsi in extraurbana, è solo una scelta arbitraria.
Il “Canova” è nella stessa situazione, si vuole trasformarlo in qualcosa di più “prestazionale” a vantaggio di pochi interessi economici privati e in danno del bene collettivo più importante che è l'ambiente tutelato. Ambiente in cui anche le future generazioni hanno il diritto di poter vivere.

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