mercoledì 18 maggio 2011

IL GIOCO DELLE TRE CARTE


Sono dieci anni che i cittadini di Treviso e di Quinto chiedono ai propri Sindaci e alla Provincia di intervenire sulla questione Aeroporto, perchè sia fatta finalmente chiarezza sul reale stato di inquinamento e di rispetto delle leggi vigenti in materia di tutela della salute e del rispetto del territorio. Responsabilità che vengono assegnate alle istituzioni locali dalla Costituzone Italiana e dai cittadini che ad ogni tornata elettorale le votano.
Ogni volta che il nostro Comitato ha fatto delle richieste si è trovato di fronte ad un muro di gomma, intrappolato dentro il famoso gioco delle TRE CARTE, gabbati e senza risposte. A qualcuno potrà sembrare esagerato il raffronto ma i documenti raccolti dal Comitato parlano chiaro: le autorità si rimpallano le responsabilità, scaricano ad altri le competenze oppure non ripondono, e con questo giochetto sono passati dieci anni.
LA PRIMA CARTA: IL COMUNE DI TREVISO
  Il conportamento dell'Amministrazione del capoluogo è, a nostro avviso, sconcertante e a tratti scandaloso!!! Ha sempre fatto finta di non sapere e quando gli sono state poste delle domande o non ha risposto, oppure ha accusato il comitato di dire il falso o di allarmare la cittadinanza! Fare finta di non sapere che esiste un piano di investimenti ed industriale, come ha affermato alla stampa Gentilini, quando anche Gobbo era presente agli accordi tra Enac e Save /Aertre, ci sembra un'azione irresposabile pur sapendo che migliaia di cittadini aspettano da anni una Valutazione di Impatto Ambientale necessaria per stabilire se la salute dei cittadini è realmete tutelata. La gravità aumenta se si considera il fatto che ci troviamo di fronte ad un caso in cui l'azienda che gestisce l'aeroporto AERTRE ha come socio azionista il Comune di Treviso. Un evidente conflitto si intressi.!! In tutti questi anni l'amministrazione comunale non solo non ha mai fatto richiesta che le leggi vigenti a tutela della salute dei propri cittadini e del proprio territorio fossero rispettate ma allo stesso tempo non le ha rispettate!! 
 Un esempio che dimostra la goffaggine di questa amministrazione è la risposta che dà l'assessore Marton alle richieste del consigliere G. Zuliani in ambito di aree di sicurezza aeroportuale. Il titolare del settore urbanistica del comune ha liquidato la questione con due righe: “ Premesso che le funzioni amministrative in materia aeroportuale sono di competenza dello Stato, si precisa che alla data odierna non è pervenuto al Comune di Treviso alcun progetto riguardante interventi di ristrutturazione dell’aeroporto Canova”. Non comprendiamo se l'architetto Marton ci è o ci fa ma la compeptenza delle areee di rischio aeroportuale sono dei comuni, i quali, come prescritto dalla legge del 4 febbraio 1963 n.58 sul Piano di Rischio Aeronautico e Codice della Navigazione, devono redigere i Piani di Rischio. Dalla sua risposta si evince che questo Piano non c'è e cosa ancor più grave è che nelle aree di rischio Marton continua ad elargire permessi di edificabilità violando le leggi che vietano categoricamente ogni tipo di nuovo insediamento in questi siti. Ma se un giorno nelle aree lottizzate Sile 1-2-3, dove si ipotizza la costruzione di circa 180 appartamenti, piovesse un velivolo dal vicino aeroporto, chi paga i danni? Rabbrividiamo di fronte all'irragionevolezza e all'incoscienza di queste operazioni ammnistrative che di certo non favoriscono neppure gli imprenditori edili che hanno ricevuto i permessi in quelle aree.  
Eppure “la Carta” Treviso in questi anni di indifferenza totale, invence di mettere a rischio la salute dei suoi concittadini, poteva fare una cosa semplice: chiedere alla Provincia di far intervenire l'ARPAV per i rilevamenti e dare una risposta definitiva ai cittadini. Se il comune chiede la Provincia deve per forza rispondere: Il problema è che, nonstante le richieste dei cittadini di Canizzano, S.Angelo, S. Giuseppe, a cui quotidianamente l'attività aeroportuale versa sulle teste inquinanti di ogni genere, Cà Sugana se ne frega e tace!! 
LA SECONDA CARTA: LA PROVINCIA 
A confermare che Cà Sugana, in questi anni si è disinteressata totalmenete della tutela della salute degli abitanti adiacenti all'Aeroporto lo dice la Provincia di Treviso in questo DOCUMENTO  di risposta a due fondatori storici del nostro Comitato: Floriano Graziati e Alvaro Ferrante. Nel documento firmato si dice che la Provincia non ha mai potuto far attivare ARPAV perchè l'art.14 L.447/95 impone che la Provincia possa intervenire qualora almeno due Amministrazioni Comunali lo richiedano. Quinto qualche volta ha fatto richiesta ma in due legislature né Gentilini prima, né Gobbo dopo, non si sono neppure scomodati dalla “carega”!!! La Provincia guidata dal presidente Muraro non è però immune da colpe gravi in quanto a salvaguardia della salute e difesa del territorio. Nello stesso documento citato sopra, la Provincia ammette di non aver mai designato il suo rappresentante all'interno della commissione anti rumore, cosa gravissima se si pensa che tale questione è stata fonte di nostre ripetute richieste perchè le prescrizioni di legge fossero rispettate. La Provincia è a conoscenza dei pericoli e delle incompatibilità dello sviluppo dell'Aeroporto per mano di un suo rappresentante istituzionale il presidente del consiglio provinciale Pettenà che nel 1998 nelle vesti di Presidente del Parco del Sile così diceva così sottoscriveva in un documento: L'aumento del traffico aereo comporta notevoli problematiche in relazione a due entità (Aeroporto/Parco) che appaiono di difficile compatibilità; in questo senso la struttura aeroportuale va resa e mantenuta compatibile con la presenza del Parco. 
Tredici anni fa diceva le stesse cose che oggi il nostro Comitato afferma. Eppure, alla richiesta ifatta il 28 Marzo 2011, di istituire una COMMISSIONE sull'ampliamento del “Canova”, inoltrata del Cosigliere provinciale S. Dall'Agata ed altri ha risposto “picche” voltando le spalle ai cittadini che richiedono risposte certe sul loro futuro. Una commissione che avrebbe aperto le porte ad un confronto diretto tra le parti interessate PER INCOMINCIARE A RAGIONARE su un ampliamento che la AERTRE, di cui anche la Provincia ne è socio azionista, continua a gestire senza il riconoscimento della Valutazione di Impatto Ambientale. Eppure il ruolo di coordinatore/mediatore della Provincia in materia aeroportuale lo si può svolgere anche al di là dei cavilli di legge, come sta facendo la Provincia di Verona per lo sviluppo dell'aeroporto Catullo dove, anche lì ci sono coinvolti due comuni: Villafranca e Sommacampagna. La Provincia di Muraro molta attenta al territorio ed alle esigenze dei cittadini in una lettera firmata da Fanton ci assicurarava dicendo: “Vista la complessità della situazione che mette insieme pluralità ed esigenze di enti e di realtà territoriali diverse ….. Sarà mia cura tenervi informati sui risultati della nostra indagine.” Noi non li abbiamo più visti! 
LA TREZA CARTA: IL COMUNE DI QUINTO
Seppur ci sia stato un cambio politico in seno all'amministrazione comunale, in questi anni poco è cambiato. Sia Dino Brunello che Mauro Dal Zilio hanno detto molto ma fatto poco. Particolare ed indefinito è il comportamento del Sindaco Dal Zilio che prima si presenta alla nostra assemblea ritenendosi offeso perchè non era stato invitato ufficialmente, ha incassato la nostra completa apertura e collaborazione per poi diventare un personaggio della trasmissione televisiva “Chi l'ha visto??” Gli abbiamo chiesto noi un incontro e la risposta è stata alquanto insensata e perentoria: “parliamo con tutti ma agli incontri non ci dev'essere Dante Faraoni. Gli interlocutori gli hanno fatto notare che non ci poteva essere incontro senza il Presidente dell'associazione che raccoglie 500 iscritti e che rappresenta anche legalmente il Comitato. Chiaramente, compatto, il direttivo del Comitato ha rifiutato qualsiasi incontro dove a dettare gli interlocutori sia il Sindaco che oltretutto discrimina un cittadino. La ragione di questo atteggiamento probabilmente fa parte del gioco delle tre carte: non confrontarsi, non dire niente ai cittadini, far crescere all'ombra della disinformazione l'aeroporto, gettare alle ortiche le responsabilità di tutela della salute e ambiente. Purtroppo ci tocca constatare che la comunicazione e il tanto decantato desiderio del sindaco di dare delle risposte ai cittadini sono svaniti nel nulla! Noi, come sempre, rimaniamo aperti a qualsiasi confronto anche se dubitiamo sempre di più che Sindaco e Giunta siano interessati ad interloquire con noi.

Eppure tenersi fuori da questo gioco di complicità trasversali, di lati oscuri, di ombre e penombre che dura da oramai troppo tempo, non sarebbe poi così difficile: BASTEREBBE CHE DAL ZILIO TELEFONASSE A GOBBO E POI, CONGIUNTAMENTE TELEFONASSERO AL MURARO PER ISTITUIRE UN TAVOLO DI INTENTI CON L'OBBIETTIVO DI DARE FINALMENTE UNA RISPOSTA AI CITTADINI ricordandosi ovviamente di NOI. Oltretutto non ci sarebbero neanche rivalità politiche visto che le TRE amministrazioni interessate all'aeroporto sono entrambi dello stesso colore: LEGA/PDL. Insomma è ora che chi ha responsabilità istituzionali incominci a giocare a carte scoperte.

2 commenti:

  1. La situazione di impotenza è davvero frustrante e sconcertante. Istituzioni che deliberatamente ignorano le richieste dei cittadini e indiscriminatamente speculano sul territorio non solo offendono e tradiscono i loro elettori (che stando ai numeri, sono la maggioranza), ma mettono a repentaglio le vite dei loro figli e nipoti. In questo delirante rimbalzo di responsabilità, ahimè l'Italia, da Nord a Sud, è davvero un paese unito e la "razza piave" è tristemente in linea con la mediocrità nazionale. Se l'informazione è allarmismo allora il silenzio è connivenza! Non si tratta di schieramenti politici nè di false paure bigotte che bloccano lo sviluppo della nostra città: la questione è avere il coraggio di confrontarsi apertamente sui dati/fatti. i cittadini vogliono vederci chiaro: peccato che quest'aria così pesante non sia causata (ancora per poco) dall'inquinamento, ma da una vergognosa mancanza di trasparenza da parte di chi amministra la cosa pubblica.
    Valeria

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  2. Come non darti ragione, prima di tutto dovrebbero esserci la persona, no i partiti o ancor peggio i soldi, in che modo marcio viviamo!!!

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