martedì 13 dicembre 2016

AEROPORTO: ESPOSTO ALLA PROCURA DI TREVISO. 15 ANNI DI MALA GESTIONE

Lo abbiamo fatto! Abbiamo raccolto le carte, le abbiamo studiate e le abbiamo spedite alla procura di Treviso. Un atto dovuto. Abbiamo esposto alla Magistratura 15 anni di mala gestione dell'aerostazione senza nessun parere positivo Ministeriale di Valutazione degli Impatti Ambientali, peraltro obbligatorio. Eppure l'infrastruttura è cresciuta e si è sviluppata arrivando a 2.300.000 passeggeri movimentati con le presupposte conseguenze ambientali e di salute sulle persone che vivono nei dintorni della struttura. Parliamo di presupposte conseguenze perché in 15 anni nessuno si è preoccupato di controllare, constatare, verificare quali siano gli impatti. Ai Magistrati abbiamo chiesto se è una cosa normale che una società di gestione, SAVE/AerTre abbia presentato lo Studio degli Impatti Ambientali (SIA) sempre errati, non coerenti con le prescrizioni di legge; non una volta ma sempre, sistematicamente. Hanno utilizzato una strategia molto funzionale: "presento i dati sapendo che sono sbagliati, intanto ci provo, se mi va bene passano, se mi dice di no (negli anni è sempre successo così) prendo tempo e intanto lavoro permanentemente "in aspettativa" tanto nessuno controlla".

 La storia vera da raccontare è che se nel 2011 non avessimo fatto quelnricorso al TAR Veneto per i lavori che, secondo noi,  erano iniziati per un ampliamento "abusivo", SAVE/ENAC non avrebbero mai richiesto la VIA per quella vergognosa proposta di Master Plan bocciata clamorosamete per ben TRE (3) volte dalla Commissione Tecnica di Valutazione Ambientale del Ministero. Li abbiamo indotti all'errore perché eravamo certi che le verità procedurali sarebbero venute a galla: non avevano mai impostato delle misure di monitoraggio coerenti per legge, quindi o mentivano spudoratamente o avrebbero presentato dei dati insufficienti. La seconda. C'è solo un dettaglio, se nel 2006, 2007 hanno presento dati insufficienti, se nel 2012, hanno fatto lo stesso e poi lo hanno ripetuto nel 2013 e 2014 allora si può presupporre che lo fai metodicamente,  qui si aprono altre due possibilità: o i tecnici estensori sono degli "asini" incapaci oppure, spudoratamente hanno mentito sapendo di mentire. Il giudizio a tal proposito passa ai giudici di Treviso. 

venerdì 9 dicembre 2016

INCONTRO DEI COMITATI AEROPORTUALI A FIRENZE: UN SUCCESSO!

In ocasione della I° Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo tenutasi a Firenze il 29 settembre scorso c'è stato l'incontro dei Comitati di Cittadini che vivono in prossimità degli aeroporti.
C'eravamo anche noi, con una nostra delegazione.  Ma c'erano rappresentanze di Comitati  da tutte le parti d'Italia: da Napoli a Bologna da Bergamo a Bari, da Firenze a Siena, da Milano a Roma, ecc. Insomma non siamo i soli in Italia a subire l'inquinamnento ed i disagi dello sviluppo aeroportuale. Il nostro pensiero è andato ad ENAC, ente pubblico responsabile di questa situazione disastrosa in cui versono centinaia di migliaia di persone che vivono sotto le rotte. Il convegno è stato organizzato dai medici per l'ambiente dell'ISDE in collaborazione con il Comitato No Ampliamento di Campi Bisenzio (Firenze). Non è un caso che il Convegno sia stato fatto a Firenze patria del'ex premier Renzi, per dire che la politica ha le sue gravi responsabilità per quanto riguarda la gestione e lo sviluppo dell'Aviezione Civile. Ci sono stati molti interventi Importanti fatti da esperti sanitari del settore che nei prossimi giorni pubblicheremo. Intanto qui sotto potete leggere il documento conclusivo proposto dai Medici per l'Ambiente (ISDE) che tutti i Comitati e varie autorità hanno firmato.

  
Mozione conclusiva della
I Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo
Firenze, 29 ottobre 2016
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Premesso che

  • Il traffico aereo è ascrivibile tra le più importanti fonti di inquinamento ambientale e danno alla salute e devono quindi essere predisposti interventi, azioni e politiche nazionali e internazionali che ne prevedano una rapida quanto concreta razionalizzazione e riduzione;
  • Il trasporto aereo, gli aeroporti e tutte le strutture ed attività di supporto - come ormai dimostrato in modo inoppugnabile da una rilevante quanto consistente ed ultradecennale letteratura scientifica internazionale e nazionale - sono una fonte consistente di inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico e un fattore di danno inconfutabile per la salute e l’ambiente;
  • Il traffico aereo contribuisce in ingente misura alle emissioni di anidride carbonica, principale gas ad effetto serra e diverse stime internazionali permettono di indicare un apporto di questo settore che va da un minimo del 3% ad un massimo del 10% contribuendo così in misura decisiva all’effetto serra e all’inquinamento dell’aria;
  • solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo mentre le drammatiche conseguenze del surriscaldamento climatico, derivanti anche dal trasporto aereo, ricadono sull’intera umanità in termini di desertificazione, alluvioni, cicloni, sconvolgimenti climatici così gravi che determinano distruzioni e carestie in aree sempre più estese del pianeta e incrementano il fenomeno forzato delle migrazioni soprattutto dal continente africano ed asiatico, e secondo la tesi dei maggiori studiosi e delle più prestigiose istituzioni internazionali entro il 2050 si raggiungeranno tra i 200 e i 250 milioni di profughi per cause ambientali;

venerdì 18 novembre 2016

ARPAV: DATI TAROCCATI O INSUFFICIENTI?

ARPAV - CAMPAGNA DI MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELL'ARIA
AEROPORTO DI TREVISO.
Dopo un lungo parto, ARPAV ha dato alla luce i risultati dei monitoraggi atmosferici effettuati in area del sedimeaeroportuale, affannandosi a dimostrare che il grado di inquinamento riscontrato è simile o addirittura inferiore a quanto consuntivato nelle due centraline ubicate in città di Treviso: via Lancieri di Novara – via S. Agnese, che oltretutto non sono sicuramente "salubri".
Il Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Treviso
RISCONTRA
un allarmante livello di inquinamento e, alla relazione tecnica ARPAV,
RILEVA
  • POSIZIONE CAMPIONAMENTO: - sopra vento con prevalente direzione nord-est
  • parzialmente lambita da direzione vento nord/nord-est.
  • MALFUNZIONAMENTI in semestre estivo con perdita dati PM10 – PM2,5 – PM 1: la loro presenza in tale periodo è insignificante
  • BIOSSIDO DI AZOTO: i diagrammi a barre evidenziano valori superiori a quanto segnalato:
periodo estivo = ≈ 60 μg/mc - periodo invernale = ≈ 70 μg/mc
  • PARTICOLATO PM 2,5: con ≈ 90% di polveri PM 1μm – PARTICOLATO PM 1: ultrafine/nanopolveri
considerando l'infinitesima struttura delle particelle e la ridottissima incidenza sulla massa, non è realistica la valutazione quantitativa (ponderale) bensì è necessaria la ricerca della concentrazione numerica con maggior superficie di assorbimento di inquinanti atmosferici (mai determinati).

domenica 7 agosto 2016

INCIDENTE ORIO AL SERIO - COMUNICATO STAMPA

INCIDENTE AEREO IN AEROPORTO ORIO AL SERIO: 
SE CAPITASSE A TREVISO? 

L'incidente ha coinvolto un aereo cargo finito fuori pista. Dopo aver sfondato la recinzione, l'aereo (aeromobile DHL 737-400) ha invaso parte della tangenziale che costeggia lo scalo. L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un'inchiesta di sicurezza di competenza e ha inviato un team investigativo all'aeroporto di Bergamo Orio al Serio.
Area sedime aeroporto Orio al Serio (BG) = 300 ettari
Area sedime aeroporto Treviso = 150 ettari


Dovesse capitare un incidente analogo presso l'aeroporto di Treviso, l'aereo infilzerebbe tutti i fabbricati: abitazioni – esercizi commerciali – fabbriche, adiacenti la testata 25, arrestando la corsa sulla tangenziale.

NON OCCORRE TANTA FANTASIA PER IMMAGINARE LE CONSEGUENZE!

Quanto accaduto è un ulteriore monito affinché le Autorità valutino con serietà la situazione critica operativa presso l'aeroporto di Treviso.
Necessita adottare la PREVENZIONE, pertanto l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, insieme alle Autorità preposte, deve valutare anticipatamente i rischi che comporta l'operatività delle operazioni di