venerdì 8 gennaio 2016

INQUINAMENTO: L'AEROPORTO SI POTEVA E SI DOVEVA CHIUDERE!

      Riguardo all'inquinamento, per Treviso dicembre è stato un mese terribile. Le centraline dell'ARPAV sia quella situata in centro che quella posta a ridosso dell'aeroporto hanno riportato per quasi tutti i giorni dati che superavano le soglie d'inquinamento consentite. La pessima aria respirabile in tutto il Comune e nei comuni limitrofi come Quinto è un'esperienza che abbiamo fatto tutti tanto da portare finalmente l'amministrazione pubblica del capoluogo a prendere misure di contenimento. Divieto parziale dei botti a Capodanno e abbassamento dei Panevin ad un'altezza massima di 1,5 metri. Misure che il Comitato ha accolto positivamente e che hanno contribuito per due giorni a contenere il PM10 e al contempo, mantenere vive le sacre tradizioni e le festività. Bene! Quello invece che recriminiamo al sindaco di Treviso ed in parte a quello di Quinto è di dimenticarsi che l'aeroporto è una struttura altamente inquinante. Calcolando solo i voli in arrivo e partenza di un anno l'aeroporto arriva ad una produzione di gas serra di circa 100.000 tonnellate. Le tre maggiori fonti di inquinamento a Treviso sono in scala: trasporti, riscaldamento di case e negozi e terzo l'aeroporto. Il Canova produce inquinamento atmosferico come due terzi di tutte le case ed i negozi della città! Non è poco. Per questo motivo le grandi infrastrutture come l'aeroporto sono soggette a VIA, valutazione d'impatto ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente. Il Canova, a tutt'oggi non ha mai ottenuto un parere positivo da tale ente anzi, ha ricevuto delle prescrizioni precauzionali allo sviluppo, come il limite dei voli fissato ad un massimo di 16300 movimenti/anno.
Anche quest'anno, come per tutti gli anni precedenti, c'è stato lo sforamento, alla fine di novembre erano già 17100.
Ora noi ci chiediamo: constatato il fatto che fin dall'inizio di dicembre a Treviso le centraline dell'ARPAV dichiaravano lo sforamento costante dei limiti consentiti; constatato che il limite massimo di sforamenti di 35
gg/anno era già stato ampiamente superato; costatato il fatto che si sapeva del limite dei voli e dello sforamento raggiunto alla fine di novembre, non era compito del Sindaco di Treviso congiuntamente al Sindaco di Quinto richiedere al Prefetto e alla Procura della Repubblica di bloccare i voli e di conseguenza le attività aeroportuali connesse? Neppure quando tutti sapevamo che eravamo in una situazione di grave emergenza smog, nessuno ha avuto il buon senso di richiedere come previsto per legge la sospensione delle attività aeroportuali? Oppure vogliamo continuere a nasconderci dietro al dito con: “ma non sapevo... e i lavoratori? gli interessi di Marchi & Co?, ecc, ecc, ecc.”

Negli anni passati siamo stati noi come Comitato a denunciare alle autorità predisposte l'avvenuto superamento dei voli e documentare le motivazioni legislative che permettono la preventiva sospensione delle attività aeroportuali. Sarebbe misura cautelativa e non uno shock come i soliti noti che hanno interessi prettamente di portafoglio avrebbero a dire. E' risaputo che i voli si potrebbero tranquillamente spostare al “Marco Polo”, accontentando e facendo felici la stra maggioranza dei passeggeri che hanno come meta Venezia. La maggior parte dei lavoratori subirebbero relativi disagi perché anche loro continuerebbero il lavoro a Venezia o potrebbero usufruire degli ammortizzatori previsti per legge. In ogni caso questa questione di evidente emergenza sarebbe tutta da mettere in conto ad Aertre e Save che da anni continuano a operare in una situazione fuori legge nonostante tutte le richieste fatte dai cittadini e da varie autorità.

Comunque in una situazione emergenziale come quella che si è venuta a creare a dicembre, richiedere il blocco delle attività aeroportuali per le motivazioni sopra scritte era un atto dovuto senza sé e senza ma. E' ingiusto che migliaia di cittadini debbano subire condizioni di aria appestata come nelle metropoli cinesi solo perché qualcuno ha il potere di inquinare anche al di sopra di quello che la legge prescrive.
I Sindaci dovevano intervenire ed avevano il potere di farlo anche perché l'unica persona che si sarebbe potuta opporre sarebbe stata Enrico Marchi con i suoi interessi finanziari non certo con la ragione dei fatti, visto che le sue aziende operano fuori da norme comunitarie e nazionali predisposte per il contenimento dell'inquinamento da sempre. Reputiamo questo atteggiamento di Manildo e di Dal Zilio un atto di assoluta mancanza di coraggio e di senso di responsabilità nei confronti di migliaia di persone che per il capriccio e gli umori del finanziere Enrico Marchi devono subire condizioni ambientali pericolose per la salute! Ed in questo senso ha pienamente ragione il presidente della Pro Loco di Sant'Angelo, Dino Daniotti, il quale in occasione dell'emergenza smog che ha costretto l'amministrazione comunale di Treviso ad ordinare la riduzione delle pire del Panevin, ha dichiarato ad un quotidiano: “Davvero è più inquinante un po' di legna rispetto a quel Panevin continuo tutto l'anno che è l'aeroporto?” Parole sagge e sante!!
Se ai giorni nostri fosse vissuto Esopo avrebbe detto: “Fare i conigli con il lupo che aspetta sulla porta è di sicuro dimostrare di non averci la forza di cambiare il presente, figuriamoci il futuro! Noi, anche quest'anno faremo il nostro esposto annuale riguardo alle gravi inadempienze del Canova che anche Voi Sindaci siete in tempo a fare. Giudicheremo il vostro operato dalle azioni e dagli obbiettivi raggiunti... non sentitevi soli e non illudetevi di perderci per strada, perché noi siamo sempre presenti. In ogni caso siamo tutti in tempo per passare un buon anno, Buon Anno a tutti!!

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