martedì 24 giugno 2014

Arroganza targata Enrico Marchi!

In risposta alle dichiarazioni di Enrico Marchi comparse sul Gazzettino di Treviso in data 22 giugno 2014:

Le folli esternazioni del Dott. Enrico Marchi dagli scranni dell'assemblea di Confindustria contro il Comitato di cittadini che in questi anni ha coraggiosamente difeso e messo all'attenzione delle autorità le irregolarità dell'ampliamento “occulto” dell'aeroporto Canova di Treviso, conferma l'arroganza e la disonestà di questo personaggio che da anni si disinteressa degli impatti ambientali e della salute dei cittadini.  Sprezzante delle regole democratiche, per l'ennesima volta insulta e denigra pubblicamente delle persone che si sono rivolte alle autorità, le quali hanno dato i loro pareri con giudizio imparziale e rispettando i
regolamenti prescritti per legge. Il difetto del Sig. Marchi e delle società che presiede, è quello di non essere in grado di assoggettarsi a quelle regole e a quei Decreti Ministeriali come obbligo sancito dalla Costituzione.  Quando ci dà degli “assatanati che passano sopra gli interessi della stra grande maggioranza della popolazione” verifichiamo il grado di educazione sociale che il “Finanziere E. Marchi” ha, e detto da una persona che gestisce un valore personale economico di centinaia di milioni di € è come fare la parte del bue che dice cornuto all'asino. 

Il suo tentativo di voler criminalizzare il Comitato che si oppone all'ampliamento del Canova ha in ogni caso il suo scopo. Quello di non assoggettarsi alle prescrizioni del Ministero dell'Ambiente che attraverso una relazione tecnica rilasciata dalla Commissione, CTVIA, parere n° 1363 del 25 ottobre 2013 impone alla società di gestione del Canova di provvedere alla copertura finanziaria degli interventi su tutti gli edifici in zona acustica “A” riferita al 2003 e alla nuova zona acustica “A” (riferito alla nuova zonizzazione acustica che la Commissione richiede di aggiornare). TUTTO CIO' MANTENEDO I VOLI ATTUALI AL LIMITE DEFINITO NEL 2007 DI 16300 MOVIMENTI/ANNO. Inoltre, sempre a cura e a spese dell'ente gestore AERTRE spa, società che il Sig. Marchi controlla, gli edifici ricadenti in zona acustica aeroportuale “B” dovranno essere delocalizzati o in alternativa realizzare interventi di mitigazione acustica.
Insomma tra la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e privati il Sig. Marchi dovrebbe sborsare tra i 15-20 milioni di euro per il risanamento di una situazione che con il passare degli anni e con l'aumento dei voli è diventata insostenibile e lui questo sacrificio non lo vuol fare, anzi accusa noi di non fare l'interesse della collettività. Marchi è un furbo che da anni specula sulla salute dei cittadini incrementando illegalmente voli e passeggeri solo per dimostrare al mercato che le sue società quotate in borsa aumentano i profitti, questo è un atteggiamento che solo un individuo socialmente irresponsabile può concepire.

Un atto di civiltà da parte del sig. Marchi e delle autorità competenti sarebbe quello di iniziare da subito i rilevamenti acustici e atmosferici che aspettiamo da 15 anni, accompagnati da un'indagine epidemiologica e in ogni caso basta con gli insulti perché la pazienza ha un limite poi ci sono i tribunali.

In quanto alla stravagante, quanto mai antiquata idea di “sviluppo” del Sig. Enrico Marchi, va detto chiaro che se il caso Canova non è ad oggi diventato un “Mose Trevigiano” è soltanto perché sia nei Tribunali, quanto nei Ministeri ancora nessuno ha ceduto alle pressioni dei poteri forti come è successo a Venezia. Perché quello che è accaduto  in merito alla V.I.A. – Valutazione Impatto Ambientale dell’Aeroporto: “Antonio Canova” di Treviso, potrebbe rappresentare un significativo esempio di come gli ampliamenti e i potenziamenti delle infrastrutture aeroportuali e gli incrementi capacitivi del traffico, siano da segnalare come degli evidenti esempi di VIOLAZIONE alla V.I.A. (prima del 2010), ELUSIONE alla V.I.A. (nel 2011) e di una nuova VIOLAZIONE di V.I.A. e delle normative nazionali e comunitarie (ancora oggi in corso) tutte conseguenti alla mancata e corretta applicazione della Direttiva V.I.A. da parte di Aer Tre S.p.A. Nei documenti che sono stati presentati dalla società di gestione, attraverso il tacito assenso di ENAC, per la richiesta di sottoposizione alla V.I.A ci sono “errori” che potrebbero essere accertati e stabiliti quali essere evidenti esempi di falsi in atto pubblico, quanto essi fossero palesi e fuori da ogni senso normativo. E', quindi, ipocrita continuare ad attaccare le autorità nascondendosi dietro all'eccesso di burocrazia perché il Sig. Marchi da svariati anni non è in grado o non vuole dare una risposta alle autorità ed è questa un'ulteriore prova di elusione-violazione di leggi che lo Stato e la UE hanno varato a salvaguardia della salute dei cittadini e dell'ambiente.

Questa “idea di sviluppo” che lei tanto sostiene e sbandiera ai convegni è dannosa per la crescita armonica del corpo sociale e non ha nessun fondamento di sostenibilità. Quando lei afferma che “un aeroporto è una precondizione per lo sviluppo” conferma il solo interesse economico finanziario dei suoi propositi che cozzano con la sostenibilità di un progetto che deve prendere in considerazione esseri umani, animali, piante, aria, ed in genere il territorio con tutto quello che c'è dentro. Egregio Sig. Marchi contro la sua visione materialista e predatoria della vita troverà sempre schierato il Comitato con la sua visione spirituale e neo umanista dell'esistenza, questa è la differenza tra noi e lei.



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