mercoledì 26 settembre 2012

L'ASSESSORE MARTON E I TECNICI DEL PAT HANNO CEDUTO: IL PIANO DI RISCHIO SI FARA'... SPERIAMO!

Dopo un'estenuante lotta che dura da due anni, possiamo dire che siamo riusciti a portare a casa molto per la sicurezza dei cittadini che abitano sotto le rotte di volo del “Canova”. In caso di incidente aereo, ed i rischi non sono pochi, persone e cose saranno maggiormente tutelate dall'applicazione delle normative prescritte dal Piano di Rischio aeroportuale.
Ripetutamnente attraverso varie richieste fatte alle amministrazioni dei comuni di Quinto e di Treviso abbiamo detto che dovevano essere rispettati i vincoli imposti dall'art. 707 del codice della Navigazione che richiede il controllo e la limitazione del carico antropico ed urbanistico delle zone interessate. Chi vuole l'aeropoerto deve per forza di cose anche rispettare i vincoli della sicurezza aeroportuale.
Quinto è stato il primo a cedere alle ripetute richieste del nostro Comitato ed è in prossimità di concludere la pratica con l'applicazione delle norme ENAC anche sulle Zone laterali C e D. Poi, dopo una estenuante battaglia sostenuta anche da un paio di consiglieri comunali di opposizione e soprattutto dall'aiuto di ITALIA NOSTRA di Treviso che in ambito di discussione del documento preliminare del PAT (Piano di Assetto del Territorio) del Comune di Treviso ha dato a noi e a 27 associazioni della città la possibilità di riportare dei contributi al documento. Nel nostro contributo avevamo fatto notare che nel PAT non c'era traccia del Piano di Rischio Aeroportuale. 

Non solo, il 19 settembre ad una delle riunioni organizzate dall'ammministrazione per dar la possibilità agli interlocutori della società civile di esporre i conributi depositati, io stesso dissi che c'era questa mancanza nel documento, sottolienando che il Piano di rischio aeroportuale, in quanto strumento di vincolo urbanistico andava discusso prima dell'applicazione del PAT o perlomeno in concomitanza. Ho anche precisato che c'era anche un impegno firmato dal sindaco G. Gobbo di applicarlo in ambito di realizzazione del PAT.(Vai al Documento) Siccome l'Architetto Giuseppe Cappochin (uno dei tecnici del PAT incaricato dal Comune), in quella seduta dedicata alle attività economiche, mi replicò seccamente davanti a imprenditori, commercianti e rappresentanti di associazioni di categoria che i piani di rischio non centravano nulla con la discussione del PAT; l'incontro successivo del 24 settembre, armato di documenti alla mano gli lessi per filo e per segno le criticità, i vincoli e gli obblighi degli organi del territorio che probabilmente si sintetizzano in questa prima parte dell'art 707 del Codice della Navigazione:
Art. 707 - Determinazione delle zone soggette a limitazioni
Al fine di garantire la sicurezza della navigazione aerea, l'ENAC individua le zone da sottoporre a vincolo nelle aree limitrofe agli aeroporti e stabilisce le limitazioni relative agli ostacoli per la navigazione aerea ed ai potenziali pericoli per la stessa, conformemente alla normativa tecnica internazionale. Gli enti locali, nell'esercizio delle proprie competenze in ordine alla programmazione ed al governo del territorio, adeguano i propri strumenti di pianificazione alle prescrizioni dell'ENAC.(clikkando qui vai agli appunti esposti durante l'intervento di fronte alle autorità)
Questa volta sia nella replica del Tecnico incaricato dal Comune sia da parte dell'Assessore all'Urbanistica Marton, seppur sudato tirato fuori con le pinze e le tenaglie, siamo riusciti a stappargli un SI! IL PIANO DI RISCHIO ANCHE A TREVISO SI FARA'!!!

Intanto siamo riusciti a farglielo dire, ora vigileremo per far si che il “detto” sia applicato.

Rimaniamo molto guardinghi perchè quello che sta succedendo nelle zone che dovrebbero essere sottoposte a vincoli già dal 2005, anno di emenazione delle direttive ENAC sui vincoli suddetti, è veramente scandaloso. Si stanno costruendo varie palazzine residenziali (Progetti Sile 1-2-3) aumentando un carico antropico nella zona di S. Giuseppe che già ora sembra molto elevato. Diciamo sembra perchè non ne abbiamo la certezza “Tecnica” in quanto a larghe stime, tracciando delle linee virtuali (ma non troppo), Via Sant'Agnese, parallela alla Noalese in località S. Giuseppe, uno dei luoghi dove si sta costruendo, dovrebbe esserer in zona A o B del Piano.
Quindi, come prescritto nel REGOLAMENTO PER LA COSTRUZIONE L’ESERCIZIO DEGLI AEROPORTI, 6.6 Prescrizioni per la redazione dei piani di rischio:
Zona di tutela A: è da limitare al massimo il carico antropico. In tale zona non vanno quindi
previste nuove edificazioni residenziali. Possono essere previste attività non residenziali,
con indici di edificabilità bassi, che comportano la permanenza discontinua di un numero
limitato di persone.
Zona di tutela B: possono essere previsti una modesta funzione residenziale, con indici di
edificabilità bassi, e attività non residenziali, con indici di edificabilità medi, che
comportano la permanenza di un numero limitato di persone.

Insomma, per essere sicuri che quelle palazzine, in cui, ci andranno ad abitare delle famiglie che ci cresceranno i propri figli, siano state fatte in conformità delle prescrizioni ENAC, bisognava fare prima il Piano di Rischio.

Siamo veramente arrabbiati per questo fatto! Ci chiediamo: a che cosa serve la Commissione Urbanistica dove eminenti consiglieri comunali anche di opposizione fanno passare tali concessioni in aree dove c'è il forte dubbio del vincolo aeroportuale? Perchè si danno licenze a società che costruiranno con la possibilità di non vendere nessun appartamento dato i rischi che si corrono a stare sotto le rotte aeree?
Indagheremo e vigileremo riportando nomi e cognomi di quei consiglieri che essendo in Commissione non si sono opposti e non hanno denunciato questo susseguirsi di scempi urbanistici che ricadono sulla popolazione e l'economia locale. Queste persone avevano il dovere di salvaguardare l'incolumità e la sicurezza delle persone e delle cose verificando prima che la corretta applicazione dei vincoli fosse stata rispettata!!! PRIMA DI DARE LE LICENZE ANDAVA APPLICATO IL PIANO DI RISCHIO, PUNTO!! Chi non è stato in grado di vedere questo si dimetta; si dimetta e vada a fare qualcosa di nobile: vada a piantare le patate!!!!



0 commenti:

Posta un commento