giovedì 22 novembre 2018

L'assemblea pubblica avvenuta venerdì 16 novembre 2018 ha visto una sala gremita con oltre 200 persone presenti : i problemi e i continui disagi che la gestione dell'aeroporto Canova di Treviso comportano, destano evidentemente forti preoccupazioni, soprattutto considerando l'intenzione di aumentare ulteriormente il numero dei voli.


Il limite dei 16.300 movimenti annui imposto dal Ministero dell'Ambiente viene disatteso ogni anno: si pensi infatti che già a settembre 2018 i movimenti effettuati hanno già oltrepassato quota 22.000!
                                                            




Tra i presenti in assemblea la parlamentare Arianna Spessotto, membro della Commissione Trasporti della Camera, che si è impegnata a rappresentare le richieste del comitato riferendo direttamente al Ministro Danilo Toninelli affinchè si intervenga e si faccia chiarezza sull'assurda situazione attuale e cosa più importante si faccia rispettare la legalità.

Edificante inoltre l'intervento di Romeo Scarpa, presidente della sezione di Treviso Italia Nostra che ha denunciato la latitanza del Parco del fiume Sile e la condizione di sostanziale illegittimità riferita ai finanziamenti Europei che il parco riceve, considerando il silenzio che esprime di fronte ad una situazione che ha ben poco a che fare con la tutela dell'ambiente.


E' intervenuto inoltre il consigliere comunale Simone Scarabel che si è impegnato a rappresentare quanto emerso nel corso dell'assemblea in consiglio regionale dove rappresenterà la reale situazione che i cittadini stanno vivendo a chi, ai vertici dell'amministrazione della regione Veneto, evidentemente non ha ben presente.

                                                        

I vari argomenti affrontati durante l'assemblea mettono in chiara luce come gli interessi che girano intorno alla gestione dell'aeroporto siano chiaramente indirizzati all'arricchimento di pochi a discapito del territorio, dei suoi abitanti e delle economie che vengono fatte soccombere e che porterebbero uno sviluppo intelligente e sostenibile con un indotto e un apporto di condizioni e di posti di lavoro realmente maggiore.




Il comitato presenta la propria strategia al fine di obbligare le istituzioni all'applicazione della legge, coadiuvati dall'avvocato Mirate Stefano e da notizia del prossimo invio ai tre ministeri coinvolti: Trasporti, Salute, Ambiente, della comunicazione di cui sotto riportati i punti più salienti:



… “dopo anni di osservazioni, esposti , sentenze del Tar del Veneto e del consiglio di Stato e impegni assunti dai precedenti governi, ancora una volta dobbiamo lamentare e denunciare la grave situazione derivante dall'attività dello scalo aeroportuale di Treviso.
Dopo le tragiche esperienze di Genova e di Taranto non vogliamo che anche a Treviso, a Quinto di Treviso, ai comuni limitrofi e alle aeree interessate dai sorvoli dei velivoli possa essere applicato il criterio che assicura il beneficio di pochi a danno dei leggittimi diritti di molti.
L'assemblea qui oggi riunita insieme alle associazioni firmatarie chiede il rispetto delle norme e delle leggi che da anni vengono sistematicamente violate a scapito del bene comune e della salute pubblica.
Denunciamo con forza la costante violazione di norme e prescrizioni messe in essere da parte del gestore aeroportuale (AERTRE) e la propaganda demagogica che intende ricattare le autorità e mistificare la realtà dei fatti.
Nessuna legge dello stato ne logica del buonsenso può ammettere che la difesa di posti di lavoro, pochi o tanti che siano, giustifichi il rischio della vita di migliaia di famiglie e il deprezzamento dei beni frutto del lavoro di una vita intera.
L'assemblea ribadisce inoltre che l'impatto di una attività altamente rischiosa e con vari effetti sul territorio e sulla salute umana non può non vedere coinvolta tutta la popolazione in un patto che garantisca la tutela della salute, della vita, dell'ambiente anche per le future generazioni”

L'assemblea esprime il proprio accordo con quanto sopra espresso.



Nonostante lo sconforto che gli abitanti vivono, la presenza di tante persone indica come la popolazione sia pronta a lottare per una degna qualità di vita e per il rispetto dei propri diritti.

Il comitato rappresenta tutte queste persone ed è attivo più che mai nel combattere contro una gestione del territorio distruttiva e misera a favore di uno sviluppo reale e produttivo.



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