lunedì 14 ottobre 2013

Sul Canova, Zaia Vs Dal Zilo? No, solo ipocrisie di Partito.



Sono vari giorni che sui giornali escono notizie sul futuro dell'aeroporto Canova,  sulla concessione quarantennale, sul nuovo assetto societario della SAVE, sull'ampliamento. Molti cantano vittoria, da Zaia a Marchi, per le prospettive future. Capiamo le esternazioni di Marchi secondo cui dopo un periodo di stress finanziario sono arrivati gli americani a dargli una mano, ma l'esultanza di Zaia governatore della Regione Veneto non si capisce e non si comprende. Perché un'autorità pubblica dovrebbe esultare per la situazione dei suoi aeroporti con il calo dei voli dovuti alla crisi economica o con una società ora controllata da una delle più discusse banche d'affari americane?
Andiamo per ordine: è mistificatorio e improprio dire che con la concessione si possa partire con il PSA piano di sviluppo aeroportuale del Canova se ancora mancano le autorizzazioni di Valutazione Ambientale del Ministro dell'Ambiente. Questa non è sicuramente una formalità e Zaia che è un rappresentante pubblico lo dovrebbe sapere: la VIA dà le risposte ai quesiti che da anni molti cittadini e associazioni richiedono. Purtroppo è risaputo che il Governatore del Veneto parla di difesa del territorio e della gente veneta e poi fa una politica di cementificazione sfrenata del territorio senza preoccuparsi troppo dell'aumento dell'inquinamento, prima causa di morte in Veneto. Un esempio della sua politica sul territorio è la storia dell'azienda Mestrinaro di Zero Branco dove si stoccavano materiali inerti altamente tossici e situato in una zona agricola protetta da IGP: durante il suo mandato la Commissione VIA Regionale ha dato parere positivo alla Valutazione del Progetto per ben due volte sempre boccciata con provvedimento del Consiglio di Stato . Poi lo scandalo Mestrinaro è scoppiato con le inchieste giudiziarie e lui con “indifferenza regale” si è difeso dicendo che non è lui a stare in Commissione come dire non sono io a decidere sulle sorti del territorio. I cittadini di Zero Branco hanno capito le ambiguità politiche di Zaia e della Lega e non li votano più. Stesse ambiguità che hanno espresso in questi giorni ed in altre occasioni nei confronti dello scalo trevigiano.
Come va interpretato politicamente l'atteggiamento di Zaia che spinge per l'ampliamento e del suo compare di partito il Sindaco di Quinto Dal Zilio che invece “sembra” lottare come un leone padano  contro lo stesso ampliamento del Canova?  Mentre uno strombazza proclami  dicendo che: “con l’ottenimento della concessione da parte di Enac sarà ora possibile alla società di gestione sviluppare quegli opportuni investimenti che lo trasformeranno in uno scalo ancora più moderno, per operare da un lato in stretta sinergia con Venezia, dall’altro di sviluppare sul territorio di vocazione traffico commerciale e turistico”, il sindaco Dal Zilio presenta un conto a Aertre di 12 milioni di euro di mitigazioni, contesta il PSA mettendone in discussione sicurezza, impatti ambientali e economici sul territorio e sulla popolazione. Qualcuno potrebbe definire questa distanza di opinione “contraddizione politica” ma non lo è. Va definita ambiguità, falsità, ipocrisia politica di un partito che negli anni ha illuso i veneti di difendere il territorio mentre lo distruggevano cementificando,  autorizzando cave e escavazioni inutili, facendo espropri per opere infrastrutturali spesso inutili. Sono dei doppiogiochisti per interessi politici e su questo  hanno le idee chiare altrimenti uno dei due sarebbe già uscito dal partito.
Per l'aeroporto Canova non è una cosa di oggi, sono anni che approfittano dell'ingenuità della gente, ricordiamo noi che mentre Gentilini e Gobbo inneggiavano da Treviso all'ampliamento, Pettenà e Dozzo abbonivano con proclami anti ampliamento.
Di mezzo a questa farsa politica però ci sono decine di migliaia di Quintini e Trevigiani che vivono in mezzo a emissioni tossico nocive prodotte dai rumori e dalle polveri in atmosfera, al traffico stradale congestionato ad ogni aereo che sale o scende, ai tetti divelti e alle crepe sui muri, alla paura concreta che ci cada un aereo in casa. Non sono lamentele ma la richiesta del diritto alla tutela e alla salvaguardia di persone e ambiente, diritti oltretutto sanciti da numerose leggi nazionali ed europee   che qui a Treviso purtroppo fanno fatica ad essere applicate. Ci piacerebbe avere un giudizio sull'operato di Zaia da un  qualsiasi altro amministratore locale europeo in materia di mobilità aeroportuale. Come farà a giustificare che nello spazio di 150 km ha ben tre aeroporti quando le direttive europee ne prevedono uno ogni 300, collegati anche con un sistema ferroviario che prevevde metropolitane? La modernizzazione che lui propone è acqua fresca venduta bene!  Ricordiamo che nel 2009 lo slogan con cui il Sindaco Dal Zilio si presentò alle elezioni era: “E' ora di cambiare!”; oggi invece bisognerà dire ai cittadini di Quinto: “E' ora di cambiarLO!”
Non la smettono mai di sorprendere: con una mano predicano la rivolta scissionista da “Roma ladrona” con l’altra pronti a bussare proni alle porte dei Ministeri, del Governo, degli enti centrali tipo ENEC per far pressione sul rilascio di concessioni e autorizzazioni che il più delle volte sanciscono la distruzione e la devastazione del Veneto e di chi ci vive. Questa è la Lega.

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