venerdì 7 settembre 2012

MOBILITA' SOSTENIBILE A MISURA DI PEDONE E DI CICLISTA



Due giorni fa abbiamo depositato presso il comune di Treviso la sintesi delle osservazioni al documento preliminare del PAT firmate da 28 ASSOCIAZIONI che hanno condiviso un piano di intenti per il futuro del territorio comunale. Noi come Comitato abbiamo contribuito alla stesura completa del capitolo 5 qui sotto esposto riguardante l'assetto infrasrutturale e la mobilità. E' stata accolta la nostra tesi che Treviso per il suo sviluppo non ha bisogno di un ampliamento aeroportuale. Cliccando sulla figura troverete  il documento completo frutto del lavoro si moltissimi singoli cittadini e associazioni che crediamo abbiano contribuito alla  realizzazione di un documento dagli alti valori tecnici, economici, ambientali, paessaggistici e sociali.

5. MOBILITA' SOSTENIBILE A MISURA DI PEDONE E DI CICLISTA
Essendo Treviso Comune capoluogo di provincia di livello europeo, riteniamo che le infrastrutture e la viabilità debbano essere inquadrate all'interno delle Direttive dell'UE sulla mobilità.

L'Unione Europea prevede lo sviluppo dei collegamenti attraverso una piattaforma intermodale, indicando criteri e distanze tra le varie tipologie di infrastrutture:
· infrastrutture aeroportuali razionalizzate in termini di distanze tra le stesse;
· coprire le distanze esistenti tra i centri aeroportuali con l'alta velocità ferroviaria e
autostrade;
· affiancare nei tragitti entro i 50 Km le metropolitane di superficie (SFMR) al traffico su
gomma;
· sviluppare nel raggio dei 5 km la mobilità ciclo-pedonale.

Aeroporto A. Canova:
L'aeroporto è un'infrastruttura stretta tra il Parco del Sile e la SS Noalese, posta subito a ridosso dei centri urbani di Quinto di Treviso e Treviso, la cui attività impatta direttamente su istituti scolastici, chiese, ville venete storiche soggette a tutela. Il suo posizionamento è la maggior criticità ad un ampliamento in corso d'opera, aspetto non ricordato nello stesso documento Preliminare.
Nel Rapporto Ambientale Preliminare non c'è traccia delle opere di potenziamento e sviluppo delle infrastrutture di volo che hanno interessato l'aeroporto nell'anno 2011 e non si rinviene alcuna considerazione dell'impatto ambientale originato dal Piano di Sviluppo Aeroportuale 2011-2030 presentato da Enac nel mese di marzo corrente anno. Va rilevata in questo senso anche la difficile compresenza con il confinante Parco Regionale del
Fiume, Sile nonché SIC (Sito di Importanza Comunitaria), area quindi soggetta a tutela ambientale e paesaggistica ed a direttive UE.
Nel Rapporto Ambientale Preliminare nulla è scritto riguardo l'obbligatorio Piano di Rischio
Aeroportuale così come disposto e regolamentato dal Codice della Navigazione. Il terminal passeggeri ha un unico sbocco sulla strada Noalese e questo genera criticità in considerazione che la mancanza di un collegamento intermodale diretto con la tangenziale contribuisce a creare una maggiore pressione del traffico sulla direttiva verso il quartiere di S.Giuseppe.
Sono confuse e contrastanti, anche rispetto al Master Plan Aeroportuale, le proposte che nel
documento preliminare vengono fatte per la mitigazione del traffico della zona in questione.
Compare una possibile linea ferroviaria di collegamento con la stazione di Treviso, che non è
contemplata nel piano di sviluppo aeroportuale, così come la Noalese Bis, progetto che appare e scompare. Alla luce di questo “caos urbanistico” provocato dalla richiesta di ampliamento del CANOVA, si evidenzia la contraddizione con gli insediamenti Sile1, Sile2, Sile3 progettati in zona di rischio aeroportuale giusto sotto la testata di volo.
Per l'infrastruttura aeroportuale il massimo possibile è mantenere il limite di movimenti attuale cioè 16.300 voli/anno. Attualmente l'aeroporto è scalo di servizio per Venezia, assorbendo gran parte del traffico low cost che non porta benefici alla città su cui scarica disagi e costi sociali ed ambientali.

Tangenziale Nord:
Altro punto di criticità nell'estensione del PAT è la progettazione della Tangenziale Nord, quella
bretella che dovrebbe collegare la zona che si trova tra la Strada Castellana e la Strada Feltrina. Le molteplici criticità, incluse le varie case che andrà a lambire, suggeriscono di studiare un nuovo tracciato che sicuramente va pensato in trincea.
Nel Documento Preliminare si esprime la volontà di utilizzare il sedime originariamente previsto, previsione che risolve la criticità connessa alla nuova urbanizzazione di Via Casette a Sant’Anna, ma lascia aperta la questione dello sbocco sulla statale Feltrina con le connesse esigenze di sicurezza, in quanto il tracciato impatta con l’ipermercato Lando.
Nella definizione del tracciato definitivo è da ritenere prioritaria la funzione del collegamento ai
flussi di traffico da e per la Superstrada Pedemontana.

Terraglio Est:
È da ritenersi superfluo in quanto l’autostrada A27 è in grado di collegare in modo più veloce il
Passante alla Città di Treviso, e quindi l’impatto ambientale di questa nuova arteria non sarebbe giustificabile da ragioni di utilità.

Ciclabilità e pedonalizzazione:

La conformazione territoriale della città di Treviso la rende naturalmente adatta all'uso della
bicicletta, mezzo non inquinante e consigliabile per gli spostamenti entro l'arco dei 5 km.
Esiste teoricamente un “Bici Plan” inadeguato e che non è ancora nemmeno attuato per le piccole iniziative che prevede. Il PAT deve sviluppare in maniera prioritaria questa vocazione all'uso della bicicletta, incentivandone l'utilizzo. Le piste ciclabili devono essere realizzate aumentandone la sicurezza attraverso una rete continua che dia la possibilità al cittadino di spostarsi tra i quartieri, il centro storico ed anche i Comuni limitrofi.
Guidato dalla volontà di raggiungere standard europei per quanto riguarda l'abbattimento delle
emissioni inquinanti e il livello della mobilità sostenibile, il PAT deve credere e dare priorità alla
realizzazione di una rete di piste ciclabili abbinata alla creazione di aree bici park. Questo progetto deve essere concertato con una riorganizzazione dei passaggi pedonali, alla creazione di zone pedonalizzate e all'introduzione del limite pari a 30 km/h per la viabilità secondaria di quartiere e del Centro Storico, ove non presente la Z.T.L. 
L’attuazione del progetto favorirà la riduzione dell’inquinamento in funzione di quanti lasceranno auto, moto, per la bici. Un bici-plan sicuro e ben fatto non farà altro che incrementare questo numero attivando un circolo virtuoso.

Parcheggi Ospedale Cà Foncello:
La nuova riorganizzazione dello spazio dei parcheggi dell'ospedale sta creando non pochi disagi ai visitatori nelle ore di punta. Va ripianificato il sistema per dare la possibilità alle
persone/utenti/pazienti di usufruire della struttura. Si propone un silos fuori terra nell'attuale parcheggio di fronte alla struttura, anche per liberare il Prato della Fiera dai parcheggi a raso.

Mobilità intercomunale:
Il Comune di Treviso deve essere promotore del rilancio della mobilità su rotaia per la velocità
normale di pendolari, lavoratori e studenti; abbiamo delle linee ferroviarie vecchie e obsolete che ci collegano con i centri più importanti: Venezia, Mogliano, Montebelluna, Conegliano, Oderzo, Castelfranco, Vicenza con tempi biblici ed innumerevoli ritardi. Va richiesto alla Regione Veneto ed al Governo uno sforzo per rilanciare la rotaia (non solo la remunerativa Alta Velocità!) attraverso la modernizzazione delle linee che dovrebbero diventare delle veloci metropolitane di superficie. Un progetto di questo tipo non è un'utopia, mezza Europa se n'è già dotata: perché noi non lo possiamo fare?
Di pari passo dovrebbe essere informatizzato e razionalizzato (non solo a livello della opportuna, necessaria riduzione dei vari CdA..) il servizio autobus e navetta su tutto il territorio per incrementarne l'utilizzo, come documentato dalle esperienze delle città che l'hanno già fatto.

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