martedì 3 gennaio 2012

PIANI DI RISCHIO: QUINTO SI ADEGUA ... PER META'!

Il 22 di dicembre scorso, in Consiglio Comunale la giunta Dal Zilio ha presentato il Piano di Rischio Aeroportuale che è passato con i voti favorevoli della maggioranza e l'astensione della Lista Civica “Il Ponte”. I 3 consiglieri della Lista Dino Brunello (ex sindaco pro aeroporto) erano assenti...chissà perché! Diamo atto che finalmente almeno una Amministrazione ha ritenuto opportuno adeguarsi all'articolo 707 del Codice della Navigazione Aerea.
Un atto dovuto che il Comitato richiedeva da tempo e che è frutto della nostra determinazione a far sì che le Amministrazioni e l'ENAC applichino le norme vigenti in quanto a sicurezza aeroportuale. Sarebbe meglio dire che la riteniamo però una vittoria per metà perché come al solito quando si parla di aeroporto Canova le cose si applicano sempre in maniera contorta, piene di pieghe e spine e mai finite!!! Analizziamo queste contorsioni carpiate con giravolte multiple:

PRIMA CONTORSIONE:
Tutti sanno che i Piani di Rischio devono essere applicati dai Comuni che hanno nel loro territorio un aeroporto, nel nostro caso Quinto e Treviso. Ogni comune deve redarre il proprio Piano di Rischio e poi congiuntamente presentare un Piano di Rischio Intercomunale. Quest'ultimo è anche una delle richiesteche ENAC fa ai comuni nella circolare APT-33 del 30.8.2010 al punto5. CONTENUTI MINIMI DI UN PIANO DI RISCHIO. La prima grossa anomalia nel documento presentato dall'amministrazione di Quinto è che, siccome Treviso si rifiuta categoricamente di iniziare qualsiasi procedura di applicazione del articolo 707 del Codice della Navigazione, il Piano di Rischio Intercomunale non può essere fatto.Per questo Quinto ha chiesto ad ENAC di procedere lo stesso con l'applicazione del Piano e Roma ha detto di “SI” contravvenendo alle stesse regole dei requisiti minimi!
Ci chiediamo, ma non era più facile che ENAC richiedesse o meglio, visto che ne ha l'autorità, IMPONESSE a Treviso l'applicazione dei piani come diligentemente fa Quinto invece di contraddire le proprie direttive? Per noi l'atteggiamento di ENAC non è una sorpresa, abbiamo visto più volte che il suo comportamento di società pubblica è volto, più che a svolgere un ruolo super partes, di regolatore e controllore del sistema aeroportuale, a soddisfare le esigenze delle società di gestione e delle amministrazioni pubbliche locali dicendo sempre di “SI”, accontentando tutti, fregandosene di tutti gli altri interlocutori (cittadini, ambiente) che invece come ente pubblico dovrebbe tutelare.

Constatato che ENAC è il crocevia di tutti i misfatti concernenti le vicende aeroportuali, quello che non capiamo è perché Treviso e Quinto, due amministrazioni che non hanno significativi attriti in quanto a gestione del territorio, oltretutto amministrazioni dello stesso colore: LEGA/PDL, non siano in grado di prendere accordi su un tema così importante e così sentito dalla popolazione sulla SICUREZZA AEROPORTUALE!! Probabilmente i Sindaci Gobbo e Dal Zilio oppure i loro Assessori incaricati Marton e Brunello si vedranno qualche volta alle riunioni del loro Partito e potrebbero seriamente prendere di petto il problema e dire: “per la sicurezza del territorio e dei cittadini applichiamo in toto i Piani di Rischio, applichiamo la legge...almeno il Comitato e il suo Presidente D. Faraoni non ci rompe più i “maroni!”

SECONDA CONTORSIONE CON CARPIATO:
Forse il motivo di questo arcano lo può in parte spiegare l'altra grossa anomalia del Piano Dal Zilio. Inizialmente, il Piano di Rischio prevedeva un area di applicazione divisa in tre Zone: A; B; C, dal 20 ottobre di quest'anno attraverso una ulteriore circolare, ENAC, ha reso obbligatoria un ulteriore area sottoposta a limiti: la Zona D che corre lateralmente alla pista con una larghezza di 1050 metri. Anche in questa area, i Comuni interessati non possono autorizzare opere ed attività se non coerenti con i Piani di Rischio come emanato nel 2005 per decreto legislativo modificando il Codice della Navigazione. Il comune di Quinto, ottenendo per così dire, una “Deroga” da ENAC, ha ritenuto di non applicare il Piano in quest'area giustificando il fatto che oramai era già tutto pronto, demandando il resto del Piano a data da definire. Ci son voluti ben sei (6) anni dalla data di emanazione del decreto per applicare i Piani di Rischio qui a Quinto, quanto dovremo ancora aspettare perché sia completato l'iter anche in Zona D? Dal Zilio/ Brunello dovrebbero spiegare ai loro concittadini perché invece di concludere in fretta e furia il Piano non hanno atteso qualche settimana o qualche mese e presentarlo completo nella sua applicazione. Non era una cosa fatta e pienamente coerente con le normative vigenti? Oppure dovremo aspettare altri sei anni per la chiusura dell'iter?

Presupposto che non credo che questa Amministrazione abbia soprasseduto alla “Zona D” per le stessa ragioni per cui l'ex sindaco Dino Brunello che, nel precedente mandato, nonsolo non ha applicato i Piani ma anzi in quelle Zone ha dato due concessioni edilizie contravvenendo alla legge e lasciando una bella gatta da pelare a Dal Zilio & C.  Farlo significherebbe creare i presupposti per raffiche di ricorsi al TAR da parte di chi è stato gabbato dalle amministrazioni pubbliche con concessioni non autorizzate. Credo invece che l'unico motivo plausibile di rifiuto dell'applicazione della “ZONA D” è quello di nascondere ai Cittadini residenti una “REALTA'” da noi più volte denunciata: la maggior parte dell'aerea urbana di Quinto è all'interno delle aree del Piano di Rischio, perciò aree vincolate e questo ha come prodotto che tutti gli immobili perderanno di valore. E' come dire che tutti constateranno con mano l'effetto che l'ampliamento dell'aeroporto avrà sul territorio anche a livello economico e commerciale.

TERZA CONTORSIONE CON CARPIATO E GIRAVOLTA DOPPIA:
Che l'aeroporto con i suoi vincoli è un problema per la gestione del territorio e dell'aerea urbana di Quinto lo si evince dal grosso pastrocchio generato per quelle due vecchie concessioni edilizie date a cavallo delle Zone di rischio A e B. (Vedi allegato). Obbiettivamente bisogna dire che l'attuale Amministrazione Quintina ha veramente camminato sopra i carboni ardenti per districarsi in questa situazione e per salvaguardare gli interessi pubblici … che in un certo senso sarebbero di tutti noi. Difatti, come ha spiegato l'altra sera in Consiglio Comunale uno dei tecnici che ha redatto il Piano, giocando sul carico antropico, che è una sorta di equazione per calcolare la densità di popolazione abitante in una determinata zona, hanno tagliato in due le concessioni ammettendola in Zona B e negandola nella Zona A. vedendo l'allegato si può constatare la forzatura dell'impresa e, ammettendo pure che il calcolo antropico sia corretto tanto da dare la possibilità di insediare altre case con gli omini dentro...ma voi ci andreste ad abitare in ZONA DI RISCHIO “B” TANGENTE CON LA ZONA DI RISCHIO “A”? E' una battuta sarcastica per interpretare una tragica realtà fatta di rischi, rumori e inquinamento atmosferico che l'aeroporto suo malgrado fa con l'aumentare del traffico.

Ha interpretato molto bene il futuro di Quinto il consigliere di minoranza della Lista Civica il Ponte Roberto Cecconato che nel suo intervento in consiglio comunale, ha raccontato dei tre giovani quintini che stanno mettendo su casa e famiglia di cui due hanno deciso di andarsene altrove a causa dell'ampliamento. In ogni caso in questa storia perdono anche i due imprenditori che non solo si trovano dimezzate le concessioni ma escono da questa storia sicuramente con la consapevolezza che costruire in quella Zona significherebbe mantenere vuoti degli immobili che in quella posizione nessuno comprerà. Cosa d'altronde che già succede a pochi passi dalle Concessioni “tagliate in due” dal Piano di Rischio, dove in una palazzina edificata nel 2007 con 36 appartamenti, ad oggi solo 6 sono abitati. In conclusione, ringraziamo il capo gruppo della Lista Civica Il Ponte, Dario Brunello che l'altra sera in Consiglio Comunale durante la presentazione dei Piani ha interpretato integralmente il pensiero del Comitato con un voto di astensione sulla proposta dell'Amministrazione.

Purtroppo il caos venuto fuori non fa che confermare la poca capacità delle Amministrazioni Pubbliche ad interpretare il problema aeroporto...soprattutto dalla parte di Quinto zona che in questi anni ha subito prepotentemente lo sviluppo di tale struttura e che sta riducendo un ridente Borgo fluviale pieno di risorse agricole e naturali in una periferia piena di disagi. Chiediamo all'Amministrazione un cambiamento di rotta, chiediamo a questa Amministrazione di non proseguire con la stessa mentalità vecchia e oscurantista praticata dalle amministrazioni precedenti e perpetrata ancora dall'Ammistrazione Gobbo/Gentilini che continua a negare la messa in regola del Piano di Rischio, la Zonizzazione acustica, che gli aerei voleranno sempre più numerosi sulla città, che l'aeroporto inquina e che l'ampliamento sarà una disfatta per il nostro territorio e per la nostra economia. Bisogna uscire da questo modo di pensare che esclude le esigenze dei cittadini e dell'ambiente, mortifica e nega la qualità della vita. E' ora di cambiare rotta, non si può sempre e solo soddisfare i capricci del Signor E. Marchi, è necessario richiedere, ora che il cerchio di omertà creatosi intorno al Canova è rotto, la messa in regola della struttura e soprattutto impedire un ampliamento che sarebbe micidiale per tutti. E' ora che Quinto faccia le sue dimostranze per impedire l'ampliamento e per iniziare quelle opere di mitigazione che sono state sempre promesse e mai realizzate:
. No all'ampliamneto e al potenziamento delle strutture che permetterebbero un aumento dei       voli e dei paseggeri
. barriere antirumore e aumento della zona boschiva; 
.  mitigazione del traffico dividendo arrivi e partenze con la testata 27 quella che punta su             Treviso; 
. richiedere e controllare che tutte le misure di sicurezza e di emergenza siano conformi alle       leggi vigenti; 
. realizzare un sistema della viabilità che ci tolga le infinite code di automezzi da e per           Treviso. 
Signor Sindaco si faccia sentire e se non sentono faccia come noi, STRILLI!!!


1 commenti:

  1. Vorrei chiedere al SIGNOR SINDACO come si comportera con l applicazione della nuova tassa sulla casa.Visto che devono essere rivalutati gli estimi catastali, se per le zone a rischio questo regola vale.Sicuramente sa,essendo ESPERTO,che le nostre case non hanno piu nessun tipo di VALORE ECCONOMICO.Percio come si fara a rivalutere delle zone abitative che sono gia morte in partenza?Provate a vendere le vostre case se ci riuscite l unico modo e di regalarle.......

    RispondiElimina