lunedì 19 settembre 2011

"Aeroporto chiuso ma il turismo vola"

Il Gazzettino di Treviso, 18 settembre 2011,

In 150, tanti da riempire l'oratorio di Sant'Angelo, irritati per i continui attacchi da parte delle istituzioni e arrabbiati verso chi li dipinge come il "male assoluto", la causa che sta bloccando lo sviluppo dell'aeroporto Canova. Il comitato che si oppone all'ampliamento dello scalo si è riunito venerdì sera per fare il punto della situazione e per smascherare quella che
in molti hanno definito una "bugia" bella e buona, ovvero che l'aeroporto chiuso comporti un clamoroso crollo delle presenza turistiche nella Marca.

      A smentire questo concetto ci ha pensato Luigi Amendola, consigliere provinciale di Sel, che ha portato in assemblea i dati forniti dalla Provincia sulle presenze turistiche calcolate in base ai numeri relativi al "movimento" nelle strutture ricettive trevigiane. A luglio, quindi con il Canova chiuso e tutti i voli in arrivo e partenza dirottati sul Marco Polo di Tessera, gli arrivi nella Marca sono stati 76.909, ben 11.700 in più dello scorso anno con l'aeroporto perfettamente funzionante. Ancora più particolare è il dato che dimostra come, in assenza di voli da e per Treviso, ad aumentare maggiormente siano stati gli stranieri (46.929 contro i 38.172 del 2010) rispetto agli italiani (29.980 contro 27.037). Quasi a dire: con il Canova chiuso il turismo nei ha guadagnato. «Nell'ultima commissione provinciale dedicata al turismo - ha poi rivelato Amendola - l'assessore competente ha detto che i dati di agosto si preannunciano ancora migliori». Si parla di un 15% di presenze in più.

      L'assemblea ha accolto questa pioggia di cifre e numeri - a cui si devono aggiungere quelli delle presenze (ossia turisti che si fermano più di una notte ndr) che sempre nello stesso periodo sono passate da 151.333 a 169.706 - con grande soddisfazione. Qualcuno si è sentito più sollevato, altri hanno ribadito che il far passare tutto il comitato come una sorta di sciagura è un'azione riprovevole. «La cosa più assurda di tutta questa vicenda - commenta Amendola - è che si sta fomentando una guerra tra cittadini senza senso. Il Tar ha semplicemente concesso una sospensiva per approfondire la vicenda e sopperire a una carenza di documentazione. Ma nessuno vuole chiudere l'aeroporto. Venerdì sera questo proposito è stato molto chiaro. I cittadini hanno solo chiesto che la legge venga rispettata». Amendola cerca di trovare una mediazione e avvisa: «I lavoratori che stanno giustamente difendendo la loro occupazione non se la devono prendere con il comitato, ma con le istituzioni che hanno portato a questa situazione. Nessuno vuole reprimere la crescita del territorio o mettere in difficoltà la Lega. Non è vero che il comitato sia politicamente segnato. Venerdì sera saremmo stati in due iscritti a un partito e quando abbiamo parlato nemmeno abbiamo detto di che parte eravamo. Quello che si vuole è che il Canova rimanga quello di prima, con i suoi 16.400 voli. Del resto è andato avanti così per anni senza problemi».

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